Quando il dolore è troppo: costruisci cattedrali o fai il tagliapietre?

« Un visitatore entrò nel cantiere dove nel Medioevo si stava costruendo una cattedrale. Incontrò un tagliapietre e gli chiese: “Che cosa stai facendo?” L’altro rispose di malumore: “Non vedi, sto tagliando delle pietre”. Così egli mostrava che considerava quel lavoro increscioso e di poco valore. Il visitatore passò oltre e incontrò un secondo tagliapietre; anche a questo egli chiese cosa faceva. “Sto guadagnando di che vivere per me e per la mia famiglia”, rispose l’operaio in tono calmo, mostrando una certa soddisfazione. L’altro proseguì ancora e, trovato un terzo tagliapietre, gli rivolse la stessa domanda. Questi rispose gioiosamente: “Sto costruendo una cattedrale” » .
  • Il primo tagliapietre è svuotato dalla fatica
  • Il secondo è immerso nel senso del dovere
  • Il terzo ha il potere di creare ciò in cui crede.
 
Tutti noi abbiamo una cattedrale e stiamo lavorando per farla crescere verso il cielo.
Solo che a volte ce ne dimentichiamo e sotto gli occhi rimangono la polvere e il sudore e nei muscoli la fatica e la stanchezza.
Il paradosso è che noi siamo nello stesso momento il muratore che sta costruendo la cattedrale e la cattedrale stessa.
La nostra radice profonda, il nostro nucleo innato, unico e irripetibile da un lato è ciò che stiamo costruendo, dall’altro ciò che ci consente di costruire.
Il soggetto dell’azione e l’oggetto della trasformazione.
Da questo punto di vista:
  • il primo tagliapietre ha perso di vista se stesso
  •  il secondo ha nella mente solo gli altri
  • il terzo “sta costruendo la cattedrale”: sta lavorando per sé. Ha gli occhi fissi sulla meta.
Ogni volta che ti senti smarrito, cupo, infelice ricorda che – anche per un secondo – puoi consentire alla tua mente di tornare con il potere della fantasia e dell’immaginazione alla tua cattedrale.
Usare nuove pietre, vetri più colorati. Spostare le colonne, orientare l’ingresso verso sud o avere un cielo notturno attorno ad essa a rendere tutto meno impossibile: un secondo di lucidità nel dolore apre squarci di luce. Traccia prospettive prima impensabili.
Bibliografia
P. Giovetti, (1995) Roberto Assagioli: la vita e l’opera del fondatore della psicosintesi, Edizioni Mediterranee, Roma

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Gaia Berio

Sono psicologa e psicoterapeuta. Da un anno mi occupo della consulenza psicologica a distanza per psiche.org. Lavoro molto con le coppie e uso l'ipnosi nella psicoterapia individuale.
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