Il potere (sottovalutato) delle parole

Le parole sono molto cariche emotivamente, sia verso il polo positivo sia verso il polo negativo.

Le parole che usiamo quotidianamente, in qualunque circostanza, hanno delle notevoli conseguenze, dovute proprio alla stretta relazione tra pensiero, parola e azione.

Abuso verbale

Buddha sosteneva che: “Le parole hanno il potere di distruggere e di creare”. Non lasciano segni evidenti, ferite fisiche, ma, quando ne abusiamo, riescono a produrre effetti negativi molto profondi sulla nostra “persona”, sulla parte più vera, sensibile e profonda del nostro essere. Provocano dei veri e propri danni emotivi, così spaventosi da essere considerati un “abuso verbale”, in quanto la sua pericolosità è tanta quanto quella di qualunque altro tipo di abuso, fisico o sessuale che sia. Questo dovrebbe bastarci da monito ogni qual volta intavoliamo una conversazione con qualcuno. Ci si dovrebbe domandare: se pronunciare determinate parole, come farlo, e se si sia ancora in tempo a rinunciare a esprimersi per poter evitare una critica o un giudizio troppo profondi che, per la persona che ci troviamo di fronte, potrebbero trasformarsi in una coltellata subdola e decisa. La domanda da porsi sarebbe: “il mio intervento è un contributo positivo o, al contrario, danneggerà persone e relazioni?”.

Parlare “intelligentemente”

Si tratta di imparare a parlare attraverso, e grazie, al filtro dell’intelligenza emotiva. Persone che non riescono a trattenersi dall’introdurre nel loro discorso parolacce o insulti, purtroppo svalutano e impoveriscono la propria essenza e gli altri. Bisogna comunque specificare che la prima funzione del linguaggio è quella di una comunicazione “vitale”, per cui non sarebbe corretto ostacolare o reprimere ciò che pensiamo e vorremmo dire spontaneamente, nonostante, appunto, potrebbero essere idee e sentimenti negativi o sgradevoli. In queste circostanze delicate, mosse anche da rabbia o dolore, è giusto che ci si possa esprimere liberamente, ma bisogna ricordarsi che un limite è sempre presente, ovvero quello del rispetto verso chi ci ascolta.

Un promemoria dal cuore: “attraverso le parole ognuno di noi può dare a qualcun altro la massima felicità oppure portarlo alla totale disperazione”.

Prendiamoci del tempo per respirare e riflettere sulle nostre intenzioni durante una conversazione. Scegliamo le parole più corrette per l’altro e coerenti con noi stessi. Abbiamo un grandissimo potenziale da sfruttare attraverso le parole, non lasciamo che il loro potere emotivo ci sovrasti e distrugga chi ci ascolta.

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