Pet Therapy: compagni speciali

Quanto amiamo gli animali? Quali gioie ci offrono? Non potremmo mai sostituire gli occhi dolci del nostro gatto, le feste che ci fa il nostro cane quando torniamo a casa. Loro sono capaci di un amore unico e incondizionato che le persone non riescono a provare. Gli esseri umani, volenti o nolenti, tenderanno sempre a desiderare qualcosa in cambio, anche l’amore stesso. Gli animali fanno tutto gratuitamente e senza aspettative. Ci sorregono e ci tirano su il morale senza che ce ne accorgiamo. La loro capacità di ascolto è superiore alla nostra perchè sono senza presunzione. Amano incondizionatamente.

 

Cos’è la Pet Therapy?

Per “Pet therapy” si intende una co-terapia che si svolge insieme alle altre cure. Non è una terapia in sè ma si identifica come un aiuto, un intervento di sussidio che rinforza e arrichisce le normali terapie. Essa è molto importante perchè può essere svolta su vari pazienti, in diverse età e per diverse patologie. Non pone quindi dei limiti. Migliora la qualità di vita dell’individuo e allo stesso tempo anche il rapporto uomo-animale. Il sussidio di un animale può facilitare anche la collaborazione con il paziente soprattutto se quest’ultimo si è dimostrato un po’ ostile alle varie terapie proposte. Si tratta di un intervento dolce e delicato che vuole stabilire armonia tra uomo e natura, che vuole portare gioia al paziente in quanto l’aspetto mentale viene troppo sottovalutato dai vari ospedali o dalle diverse cliniche. Per guarire è importante anche l’animo con cui ci si approccia ad una malattia.

Come è nata?

La storia dell’uomo e del suo rapporto con gli animali risale alle epoche preistoriche, periodi della vita umana dove l’individuo se ne serviva per lavorare, per procurarsi il cibo, per controllare i propri greggi ed armenti. Basta pensare al cavallo come animale che ha permesso lo sviluppo dell’uomo garantendogli la possibilità di muoversi più velocemente. In altre epoche l’animale, portatore di grande energia e potere, veniva sfruttato per rituali di guarigione o in occasioni ludiche, sacre e religiose. Tornando proprio al cavallo, nel 1875, in Francia, il medico Chessigneprescrive per la prima volta l’equitazione per persone affette da problemi neurologici. Io pratico questo sport da quando sono piccola e posso assicurarvi che il legame che si instaura con il proprio cavallo è qualcosa di magico che si fonda sulla reciproca fiducia e soprattutto con il rispetto. Ma fu nel 1953 che lo psicoterapeuta Boris Levinson, proprietario del cane Jingles, rilevò, fortuitamente, i benefici su un bambino autistico nella sua relazione quotidiana con il cane stesso che gli apportava rilassamento e distrazione rispetto a quando non interagiva con l’animale.

Tutto questo è quindi straordinario e da quella scoperta partirono molte ricerche che portarono l’uomo a capire quanto l’animale possa essere una cura. Non parliamo solo di patologie o malattie, l’animale, come compagno speciale, ci salva anche nei momenti di sconforto che fanno parte della vita quotidiana di ognuno.

 

Rispetto

Gli animali, che siano cavalli, gatti o cani, vanno prima di tutto rispettati. Purtroppo oggi assistiamo a delle scene orribili che ci procurano ulteriori prove della crudeltà dell’essere umano. Non bisogna servirsi degli animali per scopi personali e poi maltrattarli o abbandonarli. L’animale ci dona tutto ciò che ha, noi dobbiamo fare lo stesso. È dunque vero che il rapporto con l’animale può favorire la guarigione, può donarci più tranquillità e può dissipare le nostre ansie, ma è vero anche che l’uomo deve essergli sempre grato e riconoscente imparando da lui stesso cosa voglia dire rispetto e amicizia.

 

 

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