Perfetti Sconosciuti: dal cinema alla vita reale

Dal film alla vita reale

Perfetti sconosciuti è una commedia del 2016 diretta da Paolo Genovese che con assoluta ironia illustra le difficoltà relazionali delle coppie protagoniste che sembrano non avere problemi a condividere ciò che gli accade, anche se in realtà hanno ben poco da condividere con l’altro, la persona che hanno scelto come compagna di vita. Chissà quanti di noi si sono identificati in uno dei protagonisti del film! Si, perché questo racconta delle storie di vita che possono appartenere alla quotidianità di molti, da qui l’identificazione con il personaggio. Il nostro tempo e la nostra società sono sempre più dominati dalla tecnologia che in qualche modo sembra facilitare le nostre vite ma molto spesso non è di aiuto alle coppie! Pensiamo con quanta facilità è possibile intrattenere relazioni, fare conoscenze, basta un semplice click. Certo direte voi, le conoscenze e le relazioni intrattenute sul web siamo noi a cercarle. Sicuramente si soprattutto perché con la tecnologia è tutto più veloce e tanti credono più sicuro. Di conseguenza viene meno il dialogo, l’ascolto, l’attenzione per l’altro e la comprensione. Si crea un muro di silenzi e insoddisfazione che giorno dopo giorno si erge sempre più alto, crea allontanamento e separazione. L’allontanamento dal partner porta inesorabilmente alla rottura se non si interviene tempestivamente. Fingere che vada tutto bene non serve a nulla, anche se si è portati a rimandare il problema e così il chiarimento non avviene mai. La costruzione di un muro tra noi e il partner avviene con il tempo e spesso non ce ne rendiamo neppure conto; passano giorni, mesi e a volte anche anni. Non siamo neppure consapevoli del fatto che siamo stati proprio noi a creare quei presupposti con il nostro silenzio, il nostro assenso o anche con la rabbia distruttiva e l’ostinazione.

Il gioco dello Smartphone: quando la tecnologia separa

Tutti noi possediamo un telefono e lo utilizziamo per fare un po’ tutto, dalle telefonate, all’invio di e-mail, dai messaggi alle ricerche sul web. Il film si focalizza esattamente su questo: sull’uso che le persone fanno della tecnologia. Le coppie protagoniste del film, su proposta della padrona di casa durante una cena, decidono di fare un gioco, apparentemente innocuo che invece si rivelerà fatale perchè ognuno di loro nasconde dei segreti inconfessabili. Il gioco consiste nel mettere il proprio telefono sul tavolo e così facendo condividere con tutti i presenti le comunicazioni che arrivano in tempo reale. Purtroppo tutti, chi in un modo e chi in un altro, hanno qualcosa da nascondere e quando accettano di fare il gioco lo fanno con leggerezza senza pensare agli esiti. C’è chi tradisce il partner con due donne, chi fa fatica a mostrarsi per come realmente è perchè ha paura del giudizio, chi inizia un percorso di Psicoanalisi per cercare di salvare il matrimonio senza rendere partecipe il partner, ancora chi è insoddisfatto ma si sente di non poter lasciare il compagno a causa dei sensi di colpa, chi ha un rapporto travagliato con la figlia e non sa come comportarsi. Ogni cosa mano mano che il gioco continua viene svelata, con stupore, con meraviglia, con sorpresa. Liti, discussioni accese, risate, pianti, delusioni, vergogna e imbarazzo sono gli ingredienti principali di una cena che aveva tutto un altro scopo; quella che sarebbe dovuta essere una serata armoniosa e spensierata, pensata per concedersi uno svago si trasforma nell’esatto opposto. Tutta colpa del gioco e dello Smartphone? Direi di no! In un modo o nell’altro, prima o dopo le bugie vengono a galla; c’è pure chi preferisce fare finta di nulla dicendo: “Se hai un altro non lo voglio sapere.” Oppure chi mente fino alla morte negando e omettendo anche di fronte l’evidenza, per comodo, per compiacere l’altro, o per paura della reazione del partner. Relazioni che si fondono sul nulla perché si è troppo impegnati a mostrare un falso sé che alle lunghe crea anche problematiche legate alla propria identità. Ognuno di noi ha una parte di se stesso che cerca di nascondere agli altri e per fare questo ricorre a molteplici strategie, indossa le maschere più svariate e tutto questo per conquistare, piacere, essere accettati. L’altro invece dovrebbe avere la possibilità di conoscere chi realmente siamo per innamorarsi e per amarci. Deve poter conoscere i nostri difetti, le nostre debolezze, i nostri pregi in modo che possa condividere la vita con noi altrimenti si innamorerà di qualcosa che non esiste, di un’idea ma non di noi.

Le problematiche di coppia

Le problematiche di coppia possono essere varie e riguardare difficoltà di comunicazione piuttosto che di altra natura ma se entrambi i partner sono motivati a superare le difficoltà e a essere disposti a mutare alcuni aspetti di se disfunzionali mettendo tutto l’impegno possibile, non c’è nulla che non possa essere riparato. Alla base è importante che ci sia rispetto, ascolto, comprensione, condivisione, motivazione e voglia di mettersi in discussione affidandosi anche alla guida di un esperto che possa accompagnarci verso un percorso di scoperta e riscoperta di noi stessi in quanto coppia.

Verso il superamento delle difficoltà

Quanto siamo disposti a metterci in discussione per salvare la relazione? Alla base c’è una motivazione concreta? La motivazione è il primo aspetto da valutare, in sede di consulenza, senza di esso non è possibile iniziare a fare un lavoro. Una volta verificata l’effettiva presenza di motivazione di entrambi i partner bisognerà comprendere qual è la problematica o le problematiche che hanno portato ad una rottura della relazione. Dopo aver ricostruito la storia della coppia e indagato i bisogni di entrambi i partner sarà possibile fare delle ipotesi e impostare un piano di intervento finalizzato alla comprensione reale del problema in modo tale che avvenga la consapevolezza e il cambiamento.

 

 

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