PERCHE’ TRADIAMO?

Una lama, molto affilata e molto sgarbata, ti trapassa il petto all’altezza del cuore.

La testa inizia a ronzare come ad una festa universitaria, ma mancano le luci, non ci sono colori e non vedi sorrisi.

Le labbra cedono alla gravità e la schiena perde il suo naturale vigore.

Se hai ancora un cuore, inizia a galoppare.
Se avevi un cuore fino a quel momento, sappi che è rientrato in stalla.

E’ la reazione ad un tradimento. Anzi è la reazione alla scoperta di un tradimento.

Oggi parliamo di tradimento in amore, ricercando alcune tra le cause più diffuse.

Ho specificato “in amore”, perché tradire significa letteralmente:
“Venire meno ad un impegno assunto, ad un obbligo morale”, e ciò aprirebbe una sfera troppo ampia di discussione.

Limitiamola, per questo articolo, al campo delle relazioni amorose, fingendo di dimenticare i tradimenti in amicizia, sul lavoro o in famiglia.

BIANCANEVE E IL PRINCIPE AZZURRO.

Walt Disney, inconsapevolmente o meno, ha creato molti problemi a molti di noi.

Ci si aspetta che le relazioni siano una festa d’amore, di calore, di buon umore e ricche di felicità.

Poi arriva il tradimento e a Biancaneve viene l’alito cattivo, i peli e un bel caratteraccio.

Il principe azzurro non è da meno. Il fiero destriero è improvvisamente uno scooter più volte fatto oggetto d’attenzione dai gabbiani. Sua Signoria puzza, e non vi sveglia con un bacio dolce sulla guancia, ma con un rutto prepotente.

Idealizziamo moltissimo la realtà e ne costruiamo una prima nella nostra mente, poi nella quotidianità.

Quando il divario tra le due si è spinto troppo in là, a favore dell’immaginazione, arrivano i problemi e le vere difficoltà.

Quindi, quando sembrava andare tutto a gonfie vele, può capitare che invece si venga traditi o che si tradisca.

Ma esattamente, perché?

 

I QUATTRO MOTIVI PIU’ DIFFUSI

1)Mancanza di dialogo. 

I dati Istat ci raccontano una situazione incredibile per quanto riguarda “Matrimoni e Divorzi”.
Nel 2015, rispetto al 2014, si è registrato un + 57% di divorzi.

Significa che più della metà delle coppie sposatesi, ha poi interrotto il proprio matrimonio.

Sei persone su dieci (6/10) divorziano dal proprio partner.

Perché accada questo è motivo di grande curiosità, ma la spiegazione non potrebbe rientrare in poche righe, per cui utilizziamo il dato solo per un ragionamento.

Se manca il dialogo, è molto difficile che un coppia sia duratura ed affiatata. L’alto numero di divorzi non attesta questo fatto, ma la mancanza di dialogo può far parte certamente del risultato.
La mancanza di dialogo, porta all’interruzione della vita di una coppia.
E’ come non dare più acqua ad un pianta. Può impiegare molto tempo per morire (pensate ad un cactus), ma prima o poi sfiorirà e non sarà più recuperabile.

La coppia ha bisogno di dialogo o appassirà e rimarranno solo le spine.
Una delle conseguenze è, appunto, il tradimento.

Si cerca altrove qualcosa che non si ha nella coppia o che non si ha più nella coppia. Una dovuta precisazione a questo punto:
Dialogo non significa: “Amore cosa vuoi per cena?” “Una pizza”.

Dialogo è anche questo, ma per dialogo, qui, intendiamo avere uno scambio attivo con l’altra persona.

Non è nemmeno una regola che sia verbale.
Ci sono coppie che parlano poco, ma comunicano molto con sguardi e con comportamenti, con attenzioni e con carezze. Ci sono coppie che parlano molto e altre che si scrivono tutto il giorno, ecc ecc. Ogni declinazione è ben accetta, se vi fa sentire il rapporto vivo.

Se avete invece la sensazione di stare in casa (per esempio) con un coinquilino o con un conoscente, allora forse è il momento di riflettere.

2)Senso d’inferiorità 

Ci sono persone, sia maschi sia femmine, che per esigenze della società o modelli comportamentali genitoriali, hanno un costante bisogno di essere accettati.

Non importa quanto amore e quanto impegno gli dedichiate, loro saranno sempre in difetto ai propri occhi e cercheranno continuamente qualcuno per nutrire il mostro che li divora da dentro.

Avete presente quegli amici che ogni sera organizzano qualcosa? Ogni weekend da qui a settembre è già programmato? Ogni vacanza già prenotata?
Ecco, sono un buon esempio di “vuoto” e non di “ricco d’impegni”.
Horror Vacui. (Paura del “vuoto”). 

3)Insoddisfazione sessuale.

Dover specificare, nel 2017, che il sesso sia una parte molto importante del rapporto, fa un po’ specie, ma tant’è.

Può capitare che ci sia un’intesa tra due persone, ma che manchi il piacere del far sesso, insieme chiaramente.
Ribellarsi al corpo, o dominarlo, non è cosa da poco e molte persone, scoraggiate dall’assenza di un piacere (in un mondo sempre di fretta) si guardano in giro e cercano la propria soddisfazione altrove.

4) Sovraesposizione di Stimoli.

Entrare in pasticceria (per noi golosi) è quasi un tortura. Il piacere degli occhi colma la nostra ingordigia, ma poco più tardi subentra l’insoddisfazione per l’impossibilità di assaggiarli tutti.

Avere davanti agli occhi una così sconfinata serie di prelibatezze mette a dura prova l’istinto di alcuni di noi. Badate: l’istinto.

In modo simile accade nella vita di tutti i giorni: film, web, serie tv, riviste, social network, ecc ecc (qui l’ecc ecc è d’obbligo, potremmo andare avanti ore ad elencare tutto), aumentano il nostro feeling con “il sesso” e creano un bisogno.

Come per le merendine. Nel secolo scorso non esistevano e nessuno ne sentiva la mancanza. Ora esistono e, se non possiamo mangiarle, ne sentiamo il bisogno. Il mercato si muove anche così.

Tutto è ricco di spunti per il sesso e la sovra-stimolazione comporta uno scompenso.
Per colmare lo scompenso si cerca altrove, con la complicità della “clandestinità”, del proibito e del “nascosto”.
La ragione può arginare l’istinto ma, come tristemente sappiamo, non sempre vince.

Ps.
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Giacomo Fumagalli

Giacomo Fumagalli

 

Bibliografia: 

https://www.istat.it/it/archivio/173316

 

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Giacomo Fumagalli

Laureato Scienze e Tecniche Psicologiche Bicocca.
In formazione in PPSDCE Bicocca (Psicologia dei processi Sociali, Decisionali e Comportamenti Economici).
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