PENSIERO POSITIVO: REALTA’ O FINZIONE?

Nell’ultimo decennio la filosofia del pensiero positivo ha preso sempre maggior posto nella cultura italiana,  dando il via alla proliferazione di libri, convegni e movimenti ispirati ad esso, direttamente dal filone pionieristico americano.

Ma in cosa consiste il pensare positivo? Semplicemente consiste nel pensare a qualcosa che normalmente ci provocherebbe sensazioni sgradevoli, in un’accezione positiva, quindi in grado di farci esperire benessere ed emozioni gradevoli. Pensare positivo significa anche pensare al futuro con ottimismo, pensare che l’evento che sta per accadere (esame, colloquio, visita ecc…) andrà necessariamente bene. Potremmo pensare al pensiero positivo come all’indossare occhiali con lenti rosa: ci faranno vedere il mondo in un’ottica d’incanto e pace. E’ chiaro quindi il focus sugli aspetti positivi di ogni questione. Parliamo quindi di estremizzazione. Perché mai una cosa dovrebbe essere solo bella? Questo concetto è l’opposto di quanto vuol insegnarci la filosofia orientale e junghiana: l’integrazione degli opposti. Ogni faccenda, come ogni persona (presenti inclusi) è formata da diversi aspetti, alcuni che ci piacciono altri che vorremmo eliminare, ma è proprio attraverso l’integrazione di questi aspetti che possiamo divenire un essere completo. Tornando quindi al pensiero positivo, è chiaro il suo essere estremamente limitante, in quanto reprime degli aspetti che necessiterebbero di essere presi in considerazione: quando pensiamo positivo reprimiamo il negativo nell’inconscio e imponiamo alla nostra mente cosciente pensieri positivi. Dimentichiamo però un dettaglio importante: l’inconscio è più forte della mente cosciente e troverà il  modo di manifestarsi.

Pensare positivo non ci permette di capire come sono effettivamente le cose. Quel che occorre è che ognuno di noi si crei una coscienza, una consapevolezza, che non è positiva, né negativa. Pensa a quando sei arrabbiato: stamparti sul volto un bel sorriso, se sei bravo riuscirà ad ingannare gli altri, non certo te stesso, o meglio, la tua parte inconscia. I pensieri, le  emozioni, sono energie, e se non trovano una valvola autentica di sfogo e restano represse, col passare del tempo troveranno il modo di esprimersi, un modo che potrebbe sfuggire al tuo controllo.

“Se fai finta di essere buono, il mondo ti prende molto seriamente. Se fai finta di essere malvagio, il mondo non ci crede. È sbalorditiva la stupidità dell’ottimismo.”

Oscar Wilde