SEPARAZIONE: DIVERSE COMUNICAZIONI PER ETA’ DIFFERENTI

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In un precedente articolo vi ho parlato della necessità di comunicare ai figli la decisione di separarsi elencando alcune indicazioni generali relative a tale annuncio e affrontando il tema delle tempistiche dell’annuncio in relazione all’età.  Potete trovare l’articolo a questo link http://related.studio/parlare-della-separazione-ai-figli-un-dovere/

Oggi vorrei parlarvi, partendo dal libro “La verità sui figli e il divorzio” di Robert E. Emery, di cosa si dovrebbe dire ai figli sulla separazione di mamma e papà in base alla loro età; vedremo quindi le diverse modalità comunicative che i genitori dovrebbero adottare a seconda del livello di maturità dei bambini.

Neonati e lattanti (da 0 a 3 anni)

Prima dei tre anni i bambini non hanno la capacità cognitiva di capire cosa è una separazione, pertanto sarà necessaria una spiegazione molto semplice del tipo “mamma e papà vivranno in due case diverse”.

Potrà essere necessario ripeter loro più volte la nostra spiegazione, in quanto potrebbero avere difficoltà di comprensione.

In sintesi possiamo affermare che al di sotto dei tre anni un bambino non ha le capacità cognitive necessarie per prefigurarsi i cambiamenti che accadranno e dovrà quindi farne esperienza diretta per iniziare a comprenderli.

Bambini in età prescolare (da 3 a 5 anni)

I bambini in questa fascia d’età hanno bisogno di una spiegazione molto concreta sui motivi della separazione e sui cambiamenti che questa porterà nelle loro vite. E’ quindi necessario che i genitori sappiano dar loro maggiori dettagli riguardanti gli argomenti che possono aiutarli a sentirsi più sicuri e che possono fornir  loro una maggiore consapevolezza sui cambiamenti che dovranno affrontare.

Un esempio sintetico potrebbe essere: “Mamma e papà litigano molto e per questo hanno deciso di vivere in due case diverse. Voi rimarrete con la mamma ma qualche volta starete anche da papà dove avrete una vostra camera che papà vi farà vedere nei prossimi giorni. Mamma e papà sono tristi per questo ma è una cosa da grandi che risolveranno e voi non dovete preoccuparvi. Voi non avete nessuna colpa e dovete sapere che vi amiamo molto”.

E’ fondamentale che i genitori si sintonizzino sui segnali inviati dai bambini, per percepire se sono compresi oppure se stanno fornendo troppi dettagli.

A questa età è inoltre molto probabile che i bambini pensino che la causa della separazione siano loro, per cui risulta molto importante rassicurarli su questo punto, sia che essi lo esplicitino, sia che non lo facciano.

Bambini in età scolare (da 6 a 8 anni)

A questa età le capacità cognitive sono maggiori pertanto è richiesta una spiegazione più complessa; è inoltre importante evidenziare come molti bambini in questa fascia d’età conoscono la parola “divorzio” o ne hanno fatto esperienza indiretta attraverso amici e conoscenti. Questo significa che sebbene i bambini possono arrivare a comprendere cosa è una separazione e quali sono le sue conseguenze, essi possono costruirsi immagini terrificanti e catastrofiche arrivando a pensare che i genitori o uno di essi potrebbe abbandonarli per sempre. L’obiettivo principale sarà quindi quello di rassicurare i figli sull’amore che si prova per loro, fornendo loro i dettagli pratici di come le cose cambieranno.

A questa età i bambini sperimenteranno facilmente rabbia e tristezza; è importante verbalizzare queste emozioni spiegando loro che è normale essere arrabbiati o tristi, che sono emozioni naturali e che anche la mamma e il papà le provano ma che sapranno farvi fronte insieme.

Bambini in età scolare (dai 9 ai 12 anni)

I bambini di questa età non necessitano di molti più dettagli rispetto ai precedenti, anche se potrebbe accadere che cerchino di capire di chi è la colpa della separazione. In questa fascia d’età infatti i bambini sono tendenzialmente propensi a scindere il buono dal cattivo e potrebbero schierarsi dalla parte del genitore che intuiscono essere quello che ha subito la decisione.

Fare la parte del cattivo per il genitore che ha scelto la separazione non è affatto semplice ma presto o tardi i bambini scopriranno chi ha deciso, pertanto è meglio essere onesti e assumersi la responsabilità della propria decisione comunicandola sinceramente ai bambini.

La verità si rivela ancora una volta la strada migliore da seguire.

Adolescenti (tra 13 e 18 anni)

Gli adolescenti hanno bisogno di una spiegazione molto chiara sulle motivazioni della separazione e sulla responsabilità di tale decisione.

Attenzione! Gli adolescenti potrebbero sembrare smaniosi di sapere tutti i particolari e potrebbero apparire  in grado di elaborare qualsiasi dettagli relativo alla separazione, in realtà le cose non stanno così. C’ è infatti una differenza sostanziale tra l’essere cognitivamente in grado di comprendere qualsiasi dettaglio e il farne reale esperienza. Ecco perché, anche gli adolescenti non dovrebbero essere sovraccaricati con un fiume di informazioni sui dettagli; la comunicazione che viene fatta loro non dovrebbe discostarsi di molto da quella che viene fatta a un bambino di 10 anni.

E’ molto importante che i genitori mantengano dei confini stabili tra loro e i propri figli, anche quando questi ultimi sono dei giovani adulti.

La gamma di emozioni che un ragazzo adolescente può provare è vasta e come sempre è importante saper accogliere le sue emozioni e saperlo ascoltare. Un figlio adolescente potrebbe essere particolarmente preoccupato per i cambiamenti che avverranno nella sua vita, in quanto tendenzialmente egli ha già una propria vita al di fuori dei confini famigliari.

A questa età è quindi molto importante ascoltare anche l’opinione dei figli in merito ai cambiamenti pratici che la separazione apporterà, il che non significa affatto dagli la responsabilità di prendere delle decisioni in merito, che rimane ad esclusivo appannaggio dei genitori, bensì dar voce ai suoi desideri.

E’ importante sottolineare che ogni famiglia è a sé, ogni bambino è unico e pertanto i suggerimenti sopra descritti vanno calati nella specifica realtà famigliare.

 

Scritto da Veronica C. Bertarini, psicologa, counselor e mediatrice famigliare

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