Quello che non vorresti sapere sulla depressione

depressione

• Spesso non viene scoperta

Nei bambini può essere scambiata per timidezza, negli adulti per pigrizia e, in questi casi, le persone vicine non fanno altro che peggiorare la loro situazione criticandoli.

La depressione, raccontano alcuni, è quando non ti alzi più dal letto o quando piangi tutto il giorno. Non proprio, o meglio, non solo.
La depressione non è sempre così facile da vedere; forse è più semplice dire cosa non è.
La depressione è non vivere a pieno il presente, ma rimpiangere il passato, è non provare un senso di gratificazione, è non alzarsi con la voglia di iniziare una nuova giornata, è non riuscire a provare emozioni con facilità, è non aver interesse negli hobby, è non riuscire a concentrarsi adeguatamente e non riuscire a dormire bene, avendo un sonno limitato o eccessivo.

• È sempre più diffusa
Viene definita “il male del secolo”; l’Associazione Mondiale della Sanità ha rilevato che entro il 2020 la depressione sarà la seconda causa principale di mortalità. La depressione colpisce 1 persona su 4 nel corso della vita e se prima l’età media d’insorgenza era tra i 20 e i 40 anni, adesso sono in aumento le manifestazioni precoci o tardive: in adolescenza o dopo i 50 anni. Secondo l’OMS circa il 20% delle persone presenta un quadro di umore instabile al quale è obbligatorio prestare la massima attenzione.

La terapia più utilizzata non é la migliore
Negli ultimi anni in Europa è aumentato il trattamento farmacologico e diminuito quello psicologico anche se in realtà la terapia d’elezione è il trattamento psicologico. Pare che il 70-90% delle persone depresse si rivolgono al loro medico solo per la cura dei sintomi fisici, come il senso di spossatezza, i disturbi del sonno o il fatto che sono dimagriti.
In Italia meno del 5% della popolazione con ansia e depressione riceve un trattamento psicoterapeutico adeguato; viene infatti privilegiato il trattamento con l’antidepressivo (al quarto posto nella lista dei farmaci più venduti), mentre le persone mostrerebbero una netta preferenza per la psicoterapia rispetto ai farmaci, soprattutto per evitare gli effetti collaterali di questi ultimi, tra cui l’assuefazione dovuta ai lunghi periodi di assunzione.
Il trattamento psicologico per la depressione che dimostra un’efficacia maggiore ha una durata di sole 15/20 sedute.

La depressione causa un deterioramento del cervello
Studi di neuroimaging, condotti su pazienti depressi, mostrano una riduzione del volume della corteccia prefrontale e dell’ippocampo, verosimilmente legata ad un decremento della connettività tra i neuroni. Tuttavia una terapia psicologica adeguata può determinare la reversibilità di questo quadro morfologico. Per quanto la depressione abbia una componente ereditaria, non è la genetica a cambiare la morfologia del cervello bensì la malattia stessa.

La depressione è dannosa anche per il cuore
Non vengono compromesse solamente le relazioni, il sonno, la sfera sessuale, l’alimentazione, il lavoro, gli interessi, ecc… La depressione crea anche uno squilibrio tra il sistema simpatico e parasimpatico che va ad influire sul cuore aumentando il rischio di problemi cardiovascolari.

Per tutti questi motivi gli esperti non hanno dubbi, sia in termini di salute pubblica sia dal punto di vista più strettamente economico: l’Italia dovrebbe porre una maggiore attenzione nei confronti della depressione, un fenomeno sociale che ha assunto dimensioni rilevantissime.

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Dott.ssa Mariapia Ghedina

Tel. 3421999759

mariapia.ghedina@gmail.com

Riceve a Cortina d’Ampezzo

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