PERCHÉ NON RIESCO A LAUREARMI?

Per molti studenti universitari il passaggio dal sostenere gli esami alla stesura della tesi risulta un problema ingestibile e provoca grandi rallentamenti, quando invece sarebbe semplicemente necessario un ultimo sforzo. Non tutti gli studenti affrontano la fine degli esami allo stesso modo né quelli che subiscono uno stop hanno le stesse motivazioni. Non c’è una risposta universale, ma esistono alcuni aspetti su cui soffermarsi per cercare di capire meglio di cosa stiamo parlando.

Perché non riesco a laurearmi

Innanzitutto, la tesi a differenza degli esami richiede una maggiore autonomia. Non ci sono concetti da imparare per poi metabolizzarli e riportarli all’esame (anche se in un certo senso è così!). Tutto dipende da un elaborato scritto originale, prodotto dallo studente. Alla base del primo approccio al lavoro di tesi c’è dunque un certo grado di indeterminatezza unito al fatto che non si sa come andrà la discussione. Ecco perché può capitare di sentirsi spaesati rispetto a questo nuovo senso di autonomia. Un lavoro autonomo, privo di linee guida impatta sugli standard perfezionisti di certe persone inclini all’ansia, con poca autostima. Si tratta perlopiù di persone che hanno un’emotività molto forte che li porta a mettersi costantemente in discussione, la cui paura di non essere all’altezza viene costantemente alimentata ed amplificata da un lavoro importante e complesso come la tesi di laurea.

Terminare gli esami può portare ad una sorta di panico dovuto all’idea di non sapere come ingegnarsi e spesso ci si ritrova a fare cose che difficilmente miglioreranno la situazione. La difficoltà di concludere il percorso di studi è legata spesso alla paura di “voler essere” e di “voler diventare”. Non riesco a laurearmi perché la laurea non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per cominciare a pianificare il proprio futuro e realizzare le proprie aspettative. Tutto ciò, l’idea di indefinitezza, un futuro spesso incerto non fanno altro che produrre paura ed ansia. Si comincia quindi a rimandare avendo l’idea di dover fare un salto nel buio senza avere la benché minima conoscenza di dove si atterrerà ed in tutto questo non ci si rende conto che ciò che si procrastina sono le scelte per il proprio futuro, un futuro che deve necessariamente essere guardato in faccia, qualunque esso sia. Cogliere la sfida in questo frangente è importante perché siamo solo noi gli artefici di ciò che verrà dopo; gli altri ci ricordano solo cosa siamo e cosa siamo in grado di fare. Restare fermi, arenarsi non provoca altro che limitazioni rispetto al nostro benessere, alla nostra serenità ed alla nostra felicità.

Rifugiarsi nella propria comfort zone non fa altro che dare l’illusione che il tempo non passi e che le cose si sistemeranno da sole. In soggetti ansiosi che sentono molto il giudizio degli altri ciò è deleterio perché nei momenti topici della loro vita, quando dovranno fare delle scelte, inevitabilmente si bloccheranno nell’attesa che qualcosa li favorisca, ma ciò non capiterà.

L’idea di rimanere nel ruolo di studente a vita caratterizza molti giovani che subiscono un blocco durante la stesura della tesi o alla fine del percorso di studi; probabilmente perché quello dello studente è un ruolo più comodo rispetto a quello degli adulti in cui aumentano le responsabilità ed a causa di un’autostima bassa questi giovani non credono di potercela fare, rimandando, pensando di non essere all’altezza aspettando ed immaginando che domani riusciranno nell’intento, ma nella realtà dei fatti non fanno alcunché per attuarlo.

Per affrontare e superare il blocco nella stesura della tesi potrebbe essere necessario rivolgersi ad uno specialista che aiuti a focalizzare il problema, a riprendere in mano le redini della propria vita e ricominciare. Anche perché le cause spesso risiedono in qualcosa che fa parte di noi da molto tempo.
Esistono tuttavia delle strategie sempre utili nel caso in cui non si riescano a prendere le decisioni necessarie. Ad esempio passare all’atto concreto dello scrivere. Spesso ci si perde a fare schemi su schemi, pianificare e smantellare indici o pensare da dove sarebbe meglio cominciare. Una sola cosa è necessaria: scrivere, se il problema è proprio quello è necessario scrivere, si potrà sempre ritornare su ciò che è stato scritto per “limare” le spigolature. Poche righe al giorno basteranno per avviare una routine che in poco tempo diventerà fruttuosa.

Anche focalizzarsi su ciò a cui si va incontro allungando i tempi della laurea potrebbe essere utile, come ad esempio l’idea delle tasse universitarie.
La metodologia di studio diventa di estrema importanza: annotare temi e nodi importanti su post-it o pezzi di carta aiuta a tenere traccia sulla scrivania o su un cartellone delle linee da seguire e dei progressi fatti. Visualizzare ciò che è stato fatto e ciò che resta da fare può aiutare a gestire il blocco (purché si passi subito alla scrittura).
Il pensiero positivo aiuta, sempre! Per fare ciò esso va alimentato con la motivazione e con l’organizzazione; creare e mantenere delle routine temporali permette di avere ben chiara l’organizzazione delle proprie giornate. Anche focalizzarsi su frasi e massime motivazionali aiuta ad alimentare il pensiero positivo. Pensare “non riesco a laurearmi” invece è controproducente.

Stare seduti dietro ad una scrivania davanti ad un computer aspettando che arrivi l’ispirazione con un’unica parola che gira nella mente: “non riesco a laurearmi”, di certo non è il modo migliore per portare a termine il percorso universitario. Quindi, invece di rimanere inchiodati a non far nulla può essere utile programmare dei momenti in cui “perdere tempo” (purché siano limitati e non una semplice fuga dal proprio compito). Non si può superare il blocco nella stesura della tesi se non si è motivati. Darsi lo slancio necessario per superare il momento critico, ascoltare gli altri anche quando usano parole dure aiuta ad essere più autocritici e permette di capire che nonostante la temporanea difficoltà è arrivato il momento di mettere un punto ed andare a capo.

Non riesco a laurearmi ma esistono delle strategie da seguire per superare il blocco nella stesura della tesi. 
Ad esempio evitare di svegliarsi troppo tardi può essere il primo passo da fare; finiti gli esami, i corsi, insomma gli impegni universitari è ovvio che si voglia riposare un po’ di più, si desidera quella libertà “persa” negli anni precedenti, ma spesso si dimentica che va ancora compiuto l’ultimo sforzo. La tesi non va trascurata, mantenere quel ritmo sonno/veglia e di studio che si teneva fino a qualche settimana prima può aiutare a non cadere in quel circolo vizioso da cui si esce poi con molta difficoltà. 
Programmare lo studio tenendosi a debita distanza dai social network. Lo sappiamo, per fare un buon lavoro di tesi si ha bisogno di Internet per le ricerche. Spesso però questo significa scorrere le pagine dei social, in particolare Facebook. Ecco quella è una cosa da evitare; pensare di passare indenni davanti ad una pagina Facebook aperta è un’utopia, un occhio cade lì, poi cominciamo a scorrere la feed news e…addio tesi; tenere Facebook e gli altri social e le notifiche disattivate è un must. Con una buona programmazione si possono avere margini soddisfacenti per produrre la tesi e sfogliare social ed App di messaggistica varie.

Non riesco a laurarmi perché perdo tempo. La TV e in particolare le serie TV, sono come le ciliegie, una tira l’altra. Anche in questo caso evitare di lasciarsi andare prima di cominciare, o in una pausa alla visione di una puntata o capire come va a finire quella determinata situazione può essere deleterio. Anche in questo caso una buona programmazione permette di raggiungere un buon compromesso tra studio e relax.

Anche l’aspetto “tecnico/ informatico” ha la sua importanza; avere sempre tutto organizzato in file ben nominati, indicizzati e con nomi chiari permette di trovare tutto molto velocemente senza stare lì a cercare ore ed ore. Altra cosa importante è conservare sempre un paio di copie di backup che devono essere aggiornate alla fine di ogni sessione di studio/scrittura, adeguatamente nominate e datate.

A volte non riesco a laurearmi perché entro in quel circolo vizioso nel quale non si riesce a scrivere a causa di un calo di motivazione gonfiato da una lunga procrastinazione è difficile venirne fuori. La ricerca della perfezione o di voler fare qualcosa di originale (a causa di un forte giudizio o confronto con gli altri) spesso portano a perdere di vista gli obiettivi della tesi e diventa difficile produrre anche solo un capitolo o un grafico.
Semplificare il lavoro, magari accordandosi con il relatore per sviluppare una tesi meno complessa è utile, prendere la cosa con più leggerezza (ma comunque con risolutezza) e trovare una valvola di sfogo, come ad esempio fare attività fisica, una passeggiata, una corsa.

L’idea che spesso si fa strada nella mente del tesista è di aver buttato via un sacco di tempo e di aver compromesso l’intero percorso. La tendenza è quella di vivere nel passato in cui si cercano motivazioni ai blocchi e alle fobie o proiettarsi, ma senza sicurezza verso il futuro fantasticando su cosa si vorrebbe fare da grande, di fatto non preoccupandosi delle incombenze del presente.

Insomma il lavoro di tesi di laurea oltre ad essere l’espressione della fine del percorso di studi, rappresenta un vero e proprio passaggio “epocale” per lo studente che assume la consapevolezza di avviarsi verso la vita professionale e la crescita personale in cui dovrà dimostrare di che pasta è fatto. Ciò può provocare dei blocchi (ed è lecito che ciò avvenga), le motivazioni possono essere diverse ma fermarsi a ragionare, cercare di capire le cause o trovare le strategie scavando dentro se stessi è necessario per superare il momento e rimettersi in carreggiata. E se si ha bisogno di aiuto è giusto chiederlo.

© Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta

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Pasquale Saviano
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