Mi puoi vedere ma non mi puoi toccare: il leitmotiv del narcisista

Niccolò Machiavelli scrisse nel suo trattato “Il Principe” che era preferibile essere visti che toccati, questa affermazione sembra essere il leitmotiv di chi soffre del disturbo narcisistico di personalità.

Difatti, mi piace descrivere il narcisista come un ologramma “puoi vederlo ma non toccarlo”, altro esempio sono quei quei negozi che all’esterno appaiono bellissimi, ma quando entri dentro, ti rendi conto che sono vuoti.

Il narcisista non vuole essere toccato, al massimo può solo essere “sfiorato”, permettere all’altro di toccarlo, significherebbe perdere quell’aria di mistero in cui ama celarsi, vorrebbe dire essere vulnerabile agli altri, invece lui appare quando vuole, e scompare quando non gli fai più comodo (ormai ha ottenuto il suo obiettivo).

Lui teme di farsi vedere così come è “nudo e crudo” allora alza un’armatura caratteriale, che fa dire a se stesso “questo sono io e sono fatto così”.

Da piccolo non è stato visto dai genitori e allora ricerca il consenso nell’ambiente, apparendo bello, sicuro, determinato, sempre pronto a raggiungere nuovi obiettivi.

Il nuovo scopo nella vita, gli permette di non entrare in contatto con le proprie ansie e paure, ottenendo nuovi successi dimostra a se stesso e agli altri quando è bravo.

Mancanza di empatia e sfruttamento interpersonale

Queste sono le caratteristiche  da cui puoi riconoscere un narcisista patologico:

  • Il narcisista non prova empatia (mettersi nei panni dell’altro) il più delle volte è “algido”;
  • Il narcisista, dunque, sfrutta le situazioni a suo vantaggio, a lui interessa solo quello che tu puoi dargli in quel momento, ma difficilmente si interesserà a te come persona ( se lo fa è per sentirsi figo).

 

Amore e amicizia

Come si comporta un narcisista in amore?

Semplice, ti seduce e ti abbandona quando raggiunge il suo obiettivo, (portarti a letto) tu per lui sei solamente una nuova fiamma per completare il suo album di conquiste.

A volte possono avere storie lunghe, ma che vivono sempre con i piedi in più staffe.

E in amicizia?

La piaggeria è il suo forte: ti lusinga, ti stimola, ma per cosa? Per ottenere il tuo consenso quando gli interessa qualcosa di te. Lo puoi inserire in dei giri che contano? Puoi fargli conoscere qualcuno di importante? Sei utile ad un suo progetto? Allora si avrà un rapporto con lui, ma una volta ottenuto lo scopo sparisce, per riaffacciarsi improvvisamente, con le stesse tattiche manipolative.

Poi se ti incontra per strada, è molto gentile e ti offre anche un caffè, con frasi del tipo: “Grande amico mio, usciamo una di queste sere” ma poi sparisce e se lo contatti, rimanda sempre o non ti risponde.

Non c’è verso di cambiarli, allora la domanda è una solo una: “Tu dalla vita cosa vuoi?” Se cerchi amore, amicizia, empatia, allora cambIa strada se lo incontri.

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