Meditazione camminata: cos’è e perché provarla

meditazione

 

 

 

 

La meditazione camminata può essere sia informale che formale.

Le tecniche informali di meditazione sono quelle che possono essere praticate mentre si fa dell’altro, quelle formali no.

Questa differenza non è poi così importante, se sei agli inizi o desideri semplicemente testare una pratica meditativa, la meditazione camminata risulta una delle più semplici e complete, grazie all’uso del corpo.

In cosa consiste?

 

Dovrai prestare attenzione a ciò che stai facendo, cioè appunto camminare.

Se percepisci i tuoi movimenti, se vivi la sensazione di “essere”  il movimento del tuo corpo, significa che sei presente, concentrato, fermo nel momento: non sei nel passato e non sei nel futuro, stai meditando.

Ricorda: ogni movimento del corpo è un tuo alleato perché ti sta rendendo possibile questo compito che ti sei dato, che desideri sperimentare.

Essere focalizzati sulla percezione del corpo in movimento, cioè essere il proprio corpo che cammina ti donerà una sensazione di felice libertà per questo motivo: smetterai di identificarti con i pensieri che ti attraversano.

 

Perché provare questa meditazione?

#1 NON PERDERAI TEMPO

Questo è il vantaggio di tutte le tecniche di meditazione informali. Meditare camminando verso il lavoro di certo non ti farà arrivare tardi, non sottrarrai tempo ad alcun tipo di attività, visto che è comunque prevista.

#2 È UN ALLENAMENTO PER CREARE UN FILTRO SUI PENSIERI

I pensieri nella mente possono fluire in modo disorganizzato, i motivi possono essere un leggero stato di ansia o preoccupazione, lo stress, le giornate troppo piene di impegni che ci mettono alla prova. Immaginate di poter disporre di una linea a due corsie che regolamenta il flusso dei pensieri, da una parte quelli che facciamo su noi stessi dall’altra quelli che facciamo su tutto il resto. La meditazione camminata è una tecnica molto potente nel fare ordine, anche quando apparentemente l’ordine c’è già.

#3 MEDITARE CAMMINANDO MIGLIORA LA SALUTE CARDIOVASCOLARE

Sono numerosi gli studi scientifici che dimostrano come “la pratica regolare della meditazione può invertire il trend delle malattie psicosomatiche” (S. Bodian, 2014)

#4 PERMETTE DI SVILUPPARE UN MAGGIORE LIVELLO DI CONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIO CORPO

Questa forma di intimità ti farà rendere conto che la mente e il corpo non sono due cose separate. Tra i benefici psicofisici della meditazione, dimostrati da studi scientifici, abbiamo:

    • riduzione della frequenza cardiaca
    • abbassamento della pressione arteriosa
    • riduzione di infarti e ictus
    • riduzione dei livelli di colesterolo
    • riduzione dell’intensità dei dolori
    • riduzione del consumo di ossigeno
    • riduzione della reattività emozionale
    • riduzione dell’ansia acuta e cronica
    • aumento della sincronizzazione emisferica
    • aumento delle onde cerebrali alpha e delta (associate alla funzione immaginativa, alla creatività e all’intuizione).

#5 TI PERMETTERÀ DI SPERIMENTARE QUANTO “LA CONSAPEVOLEZZA È UN GRANDE CONTENITORE”

“Non abbiamo  ricevuto nessuna guida o allenamento sistematico su quale sia il valore dell’affidarci alla consapevolezza, intesa come qualcosa di più grande dei pensieri e delle emozioni, e questo nonostante sia evidente come la consapevolezza sia davvero un grande contenitore, dentro cui mettere pensieri ed emozioni senza farci catturare da essi” (Jon Kabat Zinn, 2012)

Qui su psiche.org, puoi trovare un altro mio articolo che parla di meditazione: Ansia: imparare a meditare per prevenirla

Bibliografia

S. Bodian, (2014), Meditazione for dummies, Hoepli, Milano
T. Dethlefsen, R. Dahlke, (2000), Malattia e destino, Edizioni Mediterranee, Roma
J. Kabat Zinn, (2012), Mindfulness per principianti, Mimesis, Sesto San Giovanni

D. Riva, (2012), Meditazione, tecniche evolutive, Edizioni Mediterranee, Roma


 


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Gaia Berio

Attualmente lavoro perloppiù a Genova. Sono psicologa e psicoterapeuta in formazione, mi occupo di consulenze alla persona, alla coppia e alla famiglia usando l'approccio relazionale-sistemico, lavoro spesso affiancata da colleghi di altri orientamenti, collaboro da anni con un centro anti-violenza e ho esperienza nel trattamento della disabilità. Credo che la psicologia ci consenta un’azione semplice, talvolta nascosta dietro un’ombra: autorizzarci a credere in un cambiamento del nostro modo di osservare il mondo e le relazioni che lo abitano.

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