Masochismo emotivo

Una relazione sentimentale è una splendida occasione per migliorare se stessi attraverso un’altra persona.

Possiamo potenziare la nostra empatia cercando di fare il suo bene. Migliorare le nostri doti di ascoltatori attivi partecipando attivamente alle gioie e ai dolori che ci racconta. Farci travolgere dalla meravigliosa sensazione di condividere la vita con qualcuno simile a noi. Non continuerò questo elenco, perché il numero dei vantaggi che possiamo trarre da una storia d’amore sarebbe infinito.

Tuttavia c’è un tipo di persona che nelle relazioni sentimentali cerca solo il peggio.

masochismo emotivo

 

Masochismo emotivo

Il termina masochismo viene inizialmente utilizzato da Freud per identificare dei precisi comportamenti legati alla sfera sessuale. Il masochista in questa accezione è colui che prova piacere nel farsi infliggere dolore. Dall’altra parta c’è il sadico, ovvero un partner sessuale gode quando il dolore lo dà.

Ma questa è solo una manifestazione esplicita di qualcosa che per dirla come direbbe Freud, ha origine nell’inconscio. Noi più in generale ricordiamo che dietro ai comportamenti manifesti ci sono spesso dei pensieri e dei ragionamenti più o meno consapevoli che li guidano.

Possiamo ipotizzare che una certa attitudine possa sfociare in alcuni casi nel masochismo sessuale mentre in altri in quello emotivo.

Proprio come la depressione. La depressione classica e la depressione atipica hanno gli stessi pensieri nichilisti alla base, ma nella prima il comportamento tende ad annullarsi mentre nella seconda si espande.

Allo stesso modo, il masochismo emotivo sarebbe un desiderio di sottomissione che nasce dal voler delegare le proprie responsabilità agli altri e che si manifesta nella tendenza a farsi soggiogare da persone emotivamente sadiche.

Il masochista e il sadico emotivo

Il masochista emotivo è una persona insicura e remissiva, incapace di far valere i suoi diritti perché ha troppa paura dell’abbandono. Una persona del genere nelle relazioni sentimentali cerca qualcuno che possa trascinarlo senza chiedere mai il suo parere. Il suo desiderio inconsapevole è di abbandonarsi alla volontà dell’altro, delegare le proprie scelte e liberarsi così dal peso della responsabilità.

Essere protagonista della nostra vita ci espone al pericolo di fallire. Delegare invece protegge il nostro io da questa minaccia.

Il sadico emotivo invece trae la sua forza dal controllo sugli altri. La sua colpa è non percepire se stesso come qualcosa di definito. Tutti i frammenti dentro di lui hanno bisogno di una forza esterna per restare uniti, questa forza è il senso del potere. Il sadico è qualcosa solo quando riesce a soggiogare gli altri, in caso contrario è solo un guscio vuoto.

A causa dei loro temperamenti complementari, il masochista e il sadico emotivo formano spesso una coppia.

 

Soffrire è più bello quando è colpa tua

Il paradosso del masochista emotivo è che soffre di soffrire. A differenza del masochista erotico che gode nel provare dolore, il masochista emotivo cerca le situazioni dove soffrirà emotivamente ma non vorrebbe soffrire. È come una falena che si getta nel fuoco non per morire ma perché lo scambia per qualcosa di vitale.

Alla base del masochismo emotivo c’è la paura di soffrire a causa dei propri errori. Questa paura è perpetuata dall’evitamente dell’azione, dalla procrastinazione delle situazioni in cui ci mettiamo in gioco, dallo stare in disparte e dal mettera la propria vita nella mani di un altro.

L’unico modo per spezzare questa catena è provare a fare qualcosa. Metterci la faccia. Facendolo magari sbaglierai e ti tirerai contro le ire di qualcuno, ma almeno ci avrai provato. Soffrire è più bello quando è colpa tua.

Ma poi chi l’ha detto che devi fallire per forza? La vita è così, a volte ci si riesce, altre volte no.

 

 

 

 

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Francesco Boz

Le cose vanno bene - rispondiamo sorridendo per rassicurare noi stessi

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