L’ effetto gratta e vinci dei videogames

Sempre più di moda e sempre più acquistati dai genitori per i figli adolescenti, o da Babbo Natale per i più piccoli, sono videogames, tablet, smartphone.

Uno dei problemi è che la maggior parte dei bambini entra a contatto con un dispositivo elettronico molto presto, quando ancora non è in grado di parlare: è molto importante evitare che i bambini prima dei due anni non entrino in contatto con questa tipologia di giochi, e che quindi non vengano usati dai genitori come strumenti da utilizzare per intrattenere i figli, perché durante questa fascia di età il loro cervello si sviluppa molto velocemente, ed è proprio in questo arco temporale che i bambini apprendono maggiormente dall’interazione con i genitori e con le persone che in generale si prendono cura di loro, e non dagli schermi.

 

Quando si passa troppo tempo videogiocando, c’è il rischio che il confine tra uso di questi strumenti e abuso diventi troppo sottile e il bambino diventi alla fine dipendente. Infatti, durante il gioco con i videogames c’è un incremento della produzione di dopamina, neurotrasmettitore che, è correlato con il potenziamento del comportamento aggressivo, legato al piacere ed alla ricerca di nuove ed intense emozioni.

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La maggior parte degli effetti negativi dei videogiochi vengono causati dalla violenza che contengono. I bambini che si intrattengono di più con questo tipo di attività ludica, sono violenti e hanno maggiori probabilità  di avere pensieri aggressivi, e la scarsa voglia di aiutare il prossimo secondo uno studio scientifico (Anderson e Bushman, 2001). L’effetto nei bambini è aggravato dalla natura interattiva dei giochi che molte volte premiano per essere più violenti.
Il giocatore sperimenta la violenza nei suoi occhi (omicidi, calci, coltellate e tiro). Questa partecipazione attiva, la ripetizione e la ricompensa sono strumenti efficaci per l’apprendimento di tale comportamento. Infatti, molti studi sembrano indicare che i videogiochi violenti possono essere correlati a comportamenti aggressivi (come Anderson & Dill, 2000; Gentile, Lynch & Walsh, 2004).

Ma veniamo al ruolo dei genitori, che sono sempre più grati a questi dispositivi per il potere di calmare i figli e di intrattenerli. Ma se da un lato questi giochi sembrano calmare i bambini e danno serenità e pace ai genitori, dall’altro li privano dei bisogni essenziali allo sviluppo psicoemotivo: bisogno di fantasticare, di affrontare le loro paure e condividerle con i loro genitori perché possano rassicurarli.

I bambini hanno bisogno di sapere che la vita reale è quella fuori, con i compagni di classe, con gli amici di quartiere; la vita reale è fatta di persone reali, con le quali si trovano ad interagire, e per saper interagire in modo efficace con gli altri, e sviluppare una sana personalità,  è necessario che fin da piccoli siano stimolati alla curiosità, al fatto che è bello conoscere altre persone, imparare ad ascoltare, e passare del tempo all’aria aperta, solo in questo modo i bambini sviluppano l’intelligenza emotiva, necessaria per uno sviluppo sano.

La tecnologia moderna è entrata ormai da tempo nel mondo del gioco, non sempre però nel rispetto delle esigenze educative e sociali, divenendo talvolta uno strumento di abuso o una fonte di modelli sociali negativi e perfino patologici. Il punto che sembra cruciale  è la sfida tra individuo e macchina che si instaura attraverso il gioco, una competizione che si radica profondamente nel bisogno di dimostrare a se stessi e al proprio “antagonista virtuale” il proprio valore e le proprie capacità: la vittoria rinforza la convinzione di poter nutrire il proprio Io con migliori prestazioni e la sconfitta spinge al tentativo di riscattare la propria autostima minacciata dal fallimento.

 

Di seguito alcuni suggerimenti per limitare il tempo da far trascorrere ai propri figli davanti ai videogames:

  • Comunicare anticipatamente al bambino che può dedicare del tempo all’uso dei videogiochi, ma che questo tempo ha un limite
  • Decidere questo tempo prima di iniziare a giocare: può essere utile utilizzare una sveglia che suoni quando il tempo è scaduto
  • Usare il comando “salva partita” se vostro figlio inizia a protestare che deve finire la partita che ha cominciato
  • Scaduto il tempo, suggerire al bambino attività alternative
  • Scegliere videogiochi adatti all’età di vostro figlio
  • Evitare la consolle in camera da letto

 

 

Dott.ssa Linda B. Zulianello, Psicologa, Psicologa forense, Psicopedagogista, socia straordinaria AIAMC (associazione italiana analisi  e modificazione del comportamento)

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