In ogni coppia di fidanzati uno è buono e l’altro cattivo

Si chiude l’anno e il bilancio delle consulenze psicologiche online di Psiche.org è molto positivo. Ormai è evidente che la possibilità di fare una chiacchierata con un professionista della psicologia, restando comodi sul divano sia una soluzione che piace a tanti.

Molti di voi ci interrogano sull’amore e tra i dubbi più frequenti c’è quello di voler identificare nella coppia la vittima e il carnefice.

Rispondo a tutti con questo articolo.

 

In ogni coppia di fidanzati uno è buono e l’altro cattivo

In ogni coppia di fidanzati uno è buono e l’altro cattivo. Questo è quello che crede il senso comune. Il nostro cervello ha bisogno di semplificare la realtà, perciò, anche dentro una relazione divide tutto in bianco nero. Quando tra i due innamorati c’è armonia, allora entrambi sono bianchi, quando c’è attrito allora uno è bianco mentre l’altro è nero.

Questo però non è assolutamente vero. È uno dei tanti errori di ragionamento che il nostro cervello fa cercando di semplificare la realtà.

Non è vero che nella coppia c’è cattivo che vuole prevaricare sul buono e c’è il buono che subisce la violenza del cattivo. Però a volte sembra proprio che sia così.

La vita in due mette a nudo la nostra personalità

Tutti abbiamo un carattere e una personalità ben definiti, solo che raramente ci facciamo caso. Si vedono di più quando interagiamo con gli altri, perché in quel momento vengono fuori per rispondere alle richieste comportamentali degli altri. Per esempio un timido non sarà timido quando è da solo nella sua cameretta, si renderà conto di esserlo quando deve parlare con qualcuno. Lo stesso discorso vale per una persona estroversa.

Uno dei tratti principali della personalità è l’assertività, ossia la capacità di difendere i propri diritti senza schiacciare quegli degli altri.

In tutte le coppie, lui e lei hanno dei bisogni e un certo livello di assertività. Tra i due innamorati il livello di assertività non è mai lo stesso e nemmeno i bisogni sono uguali.

Quindi si crea una strana asimmetria, uno spinge di più per affermare i suoi bisogni e l’altro di meno. Quello che spinge di più trova la resistenza dell’altro, che non vuole cedere. Se la resistenza è troppa la coppia si lascia. Se la resistenza scompare, i bisogni vengono accolti.

Facciamo un esempio.

Lui ha il desiderio di diventare padre e lei no. Se lui è più assertivo di lei racconterò il suo bisogno e lei non riuscirà a raccontare il suo bisogno contrario. Lui non ricevendo un no motivato assertivamente insisterà, credendo di trovarsi di fronte alla normale paura di affrontare un passo così grande. Lei subirà silenziosa e non assertiva la pressione. A un certo punto potrà solo scegliere di distruggere tutto (lasciarlo) o assecondare il desiderio di lui.

 

Le idee chiare vengono scambiate per cattiveria

Lui o lei non sono cattivi o buoni, sono solo più o meno assertivi. Capita spesso che chi esprime le sue convizioni con chiarezza sia scambiato per aggressivo, freddo, poco empatico o addirittura malvagio e manipolatore.

In verità sta solo esprimendo il suo punto di vista a qualcuno che invece nasconde le sue idee.

Non c’è soluzione, l’unico modo per difendere quello in cui crediamo è raccontarlo a chi amiamo. Potrà capirlo oppure no, ma almeno affronterete un discorso concreto. L’alternativa è dire che lui è cattivo, come fanno i bambini.

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Francesco Boz

Le cose vanno bene - rispondiamo sorridendo per rassicurare noi stessi

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