IL TEMA DELLE CAREZZE

Introduzione

Le carezze non sono soltanto di tipo fisico, cioè quelle che la maggior parte di noi conosce. Esse possono essere anche astratte e comunicate tramite il linguaggio verbale. Riconoscere i progressi, sottolineare i talenti e le capacità sono tutti esempi di carezze positive. La capacità di dare e ricevere carezze può essere metaforicamente considerata una competenza trasversale.

Da dove nasce il tema delle carezze?

Il concetto di “carezza”, che nasce nella teoria dell’Analisi Transazionale ed è particolarmente presente nelle opere di Eric Berne e Claude Steiner, indica un’unità di riconoscimento che procura stimoli ad un individuo. Rene Spitz ha notato che i neonati privati di stimolazioni fisiche tendono al declino che li rende più vulnerabili alle malattie e li conduce alla morte. Eric Berne ne ha concluso che per la sopravvivenza dell’organismo umano la fame di stimoli ha la stessa importanza della fame di cibo.

boratto blog: A proposito di carezze

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La scelta di Berne del termine carezza si riferisce proprio al bisogno infantile di essere toccati. Tale bisogno non scompare nel corso della vita quando, pur anelando il contatto fisico, impariamo anche a sostituirlo con altre forme di riconoscimento. Un sorriso, un complimento o al limite anche un insulto o un’occhiataccia sono tutti comportamenti che ci mostrano che la nostra esistenza è stata riconosciuta. Le carezze, infatti ci giungono in forme e modi diversi: quelle positive trasmettono il messaggio “tu sei ok” e si concludono con una sensazione di benessere in chi le riceve. Steiner chiama queste carezze “caldo morbido” proprio per descrivere questa sensazione. Le carezze negative sono invece dolorose e trasmettono un messaggio “tu non sei ok” e spesso si concludono con una spiacevole sensazione in chi le riceve. Steiner le chiama “Freddoruvido”.

I tipi di carezze

  1. Verbali o Non verbali. Le carezze verbali includono tutti quei segni di riconoscimento che le persone possono darsi attraverso le parole; dunque, esempi di carezze verbali possono essere rappresentati anche dagli insulti o dai complimenti. Le carezze non verbali sono dei segnali che non richiedono le parole, come i sorrisi, gli abbracci, o anche i maltrattamenti fisici.
  2. Positive o Negative. Mentre le carezze positive vengono vissute da chi le riceve come dei gesti piacevoli, quelle negative sono invece spiacevoli. Nonostante l’effetto che le carezze negative hanno su chi le riceve, le persone non cercano sempre quelle positive evitando le negative, poiché qualsiasi tipo di carezza è meglio di nessuna carezza, purché venga soddisfatto il proprio bisogno di stimoli. Può succedere, che in momenti in cui da bambini avevamo bisogno di una carezza positiva, non l’abbiamo ricevuta e il nostro bisogno di riconoscimenti non sia stato soddisfatto; abbiamo allora trovato dei modi per ottenere altri segnali di riconoscimento, anche negativi e dolorosi, pur di non rimanere privi di carezze.
    3. Condizionate o Incondizionate. Le carezze condizionate sono dei riconoscimenti per ciò che le persone fanno (un compito, un comportamento, ecc.), mentre quelle incondizionate si riferiscono a ciò che le persone sono, alla loro esistenza, a prescindere da quello che fanno e agiscono. Questo tipo di carezze possono essere positive o negative, ed essere manifestate a livello verbale o non verbale. Dire “Ti amo” alla persona cara è un esempio di carezza incondizionata positiva e verbale; fare una smorfia di disgusto osservando il lavoro realizzato da un’altra persona, è un esempio invece di carezza condizionata negativa e non verbale.
Conclusioni

Dunque, le carezze sono importanti per crescere in modo fiducioso nei confronti del mondo e non avere un atteggiamento ostile verso gli altri.

I caregiver devono essere molto attenti a questo aspetto e imparare a tenerne conto anche nell’educazione dei propri bambini.

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