I 9 disturbi alimentari della prepubertà

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Dott.ssa Valentina Massignani

Introduzione ai disturbi alimentari in prepubertà

La preadolescenza e l’adolescenza sono periodi di vita che si caratterizzano per importanti cambiamenti che coinvolgono il sistema ormonale, il corpo, la sfera emotiva, il modo di pensare, le esperienze e l’identità dell’individuo. I rapporti interpersonali cambiano ed assume sempre maggior importanza il gruppo dei coetanei e il conformarsi ai pari e ai modelli proposti dalla società. In questo momento di vita cambia il rapporto con il proprio corpo e generalmente vi è una maggiore difficoltà ad accettarsi.
I disturbi del comportamento alimentare possono emergere prima dell’adolescenza; negli ultimi decenni si è infatti evidenziato uno spostamento della loro insorgenza ad età precoci della vita dell’individuo.

Great Ormond Street Criteria

Bryan Lask e Rachel Bryant-Waugh si sono occupati dei disturbi dell’alimentazione che possono manifestarsi nella fascia d’età compresa tra gli 8 e i 14 anni e riportano che i problemi 9 disturbi alimentari più comuni che si possono presentare sono:

  • anoressia nervosa
  • bulimia nervosa
  • disturbo emozionale con evitamento del cibo
  • alimentazione selettiva
  • alimentazione restrittiva
  • rifiuto del cibo
  • paura o fobia specifica con evitamento del cibo (inclusa disfagia funzionale)
  • sindrome da rifiuto pervasivo
  • perdita dell’appetito secondaria a depressione

Anoressia nervosa

L’anoressia nervosa è un disturbo alimentare per cui il bambino tenta di perdere peso o di evitare l’aumento ponderale, restringendo l’assunzione di cibo o mettendo in atto comportamenti quali ad esempio il vomito autoindotto e l’iperattività. A volte può anche verificarsi una restrizione dell’assunzione di fluidi. Nel rifiutare il cibo i ragazzi possono riferire diverse motivazioni: la paura di ingrassare, la presenza di una sensazione di pienezza, dolori all’addome, perdita di appetito o difficoltà a deglutire
Le strategie che più comunemente vengono utilizzate per evitare l’aumento di peso o per diminuirlo sono, oltre alla restrizione alimentare, l’iperattività ed il vomito auto-indotto; l’abuso di lassativi sembra essere meno frequente poiché l’accesso a questi farmaci è limitato.
I bambini con questo disturbo alimentare sono generalmente molto insoddisfatti del loro aspetto corporeo, tendono ad avere preoccupazioni e pensieri riguardanti la forma del proprio corpo, il loro peso, il cibo e l’alimentazione; spesso pensano di essere grassi o temono di diventarlo.
Nell’anoressia nervosa la riduzione o la mancanza di aumento ponderale non consente al bambino di crescere e progredire con il normale sviluppo; è da tenere presente che, poiché il ragazzo è in fase di crescita, la mancanza di incremento di peso può essere considerata equivalente alla riduzione ponderale nel soggetto adulto.

Bulimia nervosa

Questo disturbo alimentare si caratterizza per la presenza ricorrente di episodi di abbuffata durante i quali viene sperimentato un senso di perdita di controllo. Il bambino o l’adolescente, per evitare di ingrassare, mette in atto dei comportamenti definiti condotte compensatorie, quali vomito autoindotto, restrizione alimentare, abuso di diuretici o lassativi, o iperattività motoria. Il bambino e l’adolescente in questo caso sono generalmente normopeso o lievemente sovrappeso. Anche questo disturbo alimentare della prepubertà si caratterizza per la presenza di preoccupazioni per il peso e per la forma del corpo. La bulimia nervosa a volte può presentarsi associata a difficoltà a controllare gli impulsi, comportamenti autolesionistici, abuso di alcool o sostanze.

Disturbo emozionale con evitamento del cibo

Con questo termine viene indicata una condizione caratterizzata da un disturbo emotivo primario in cui l’evitamento del cibo costituisce un aspetto significativo; questi bambini infatti presentano un calo ponderale ed evitamento del cibo, ma non riferiscono preoccupazioni rispetto al peso e alla forma del corpo.
I bambini con questa diagnosi questo disturbo alimentare presentano un disturbo dell’umore che generalmente si manifesta come ansia generalizzata o lieve depressione e spesso provengono da famiglie che esperiscono un livello significativo di malessere, dolore e menomazione in relazione alla salute. Lask e Bryant-Waugh (2013) ipotizzano che questi ragazzi imparino ad esprimere le difficoltà emotive attraverso il corpo grazie all’esempio della famiglia.

Alimentazione selettiva

Questo disturbo alimentare caratterizza i bambini che limitano la loro alimentazione ad un gamma molto ristretta di cibi; generalmente la loro dieta è limitata a 5 o 6 tipi di alimenti, è ricca di carboidrati ed include spesso pane, patate e biscotti. Questi ragazzi possono prestare molta attenzione alla marca o al luogo in cui i cibi vengono comprati. Se al bambino viene richiesto di mangiare un cibo nuovo o diverso rispetto a quelli consumati di solito egli reagisce generalmente con ansia e può arrivare a manifestare sforzi di vomito o soffocamento.
Solitamente il peso e l’altezza sono adeguate all’età, e la crescita rientra nella norma; inoltre, non sono presenti preoccupazioni per il peso o la forma del corpo e non vi è una percezione distorta della propria immagine corporea. Sembra esservi una stretta associazione tra alimentazione selettiva e sensibilità sensoriale; molti bambini possono rifiutare il cibo in base a caratteristiche sensoriali come il gusto, l’odore, la consistenza, l’aspetto, il colore, la temperatura, e risultano molto sensibili alle più piccole variazioni di tali qualità.
La richiesta di intervento molto spesso è legata all’impatto che questo disturbo alimentare ha sulla vita sociale del ragazzo; crescendo, il bambino partecipa sempre più frequentemente ad eventi sociali (ad es. feste di compleanno e gite scolastiche) che coinvolgono i coetanei, e in queste occasioni l’alimentazione selettiva può risultare un problema.

Alimentazione restrittiva

I bambini con il disturbo alimentare dell’alimentazione restrittiva sono tendenzialmente magri ma il loro peso rientra nella norma; hanno un’alimentazione varia, ma tendono a non mangiare molto e a non essere particolarmente interessati al cibo. Non sono presenti preoccupazioni relative alla forma del corpo, al peso o una distorsione dell’immagine corporea. Se lo sviluppo procede in modo adeguato non c’è motivo di preoccuparsi.

Rifiuto del cibo

I bambini con questo disturbo alimentare si rifiutano di mangiare in determinate situazioni o in presenza di specifiche persone; ad esempio, il ragazzo potrebbe mangiare quando si trova con la madre e rifiutarsi quando invece è col padre, oppure può rifiutarsi di mangiare mentre è a scuola ma mangiare normalmente a casa. Alla base di questo comportamento potrebbe esserci uno stato di preoccupazione o di tristezza, manifestato attraverso il rifiuto ad alimentarsi; non sono invece presenti preoccupazioni per il peso o la forma del corpo.

Fobia/paura specifica con evitamento dell’alimentazione (inclusa disfagia funzionale)

Questi bambini presentano un marcato evitamento del cibo, dovuto alla paura di deglutire o di soffocare, di vomitare o di sentirsi male in un luogo pubblico. Generalmente è possibile rintracciare un evento scatenante che ha portato a sviluppare queste paure: un episodio in cui del cibo è andato di traverso al bambino, un esame medico invasivo che ha coinvolto il tratto gastroesofageo, episodi di diarrea e vomito nei quali il ragazzino si è sporcato di fronte ad altre persone. I cibi evitati possono essere solidi o liquidi; ciò dipenderà dalla consistenza degli alimenti consumati in occasione dell’evento traumatico. Questi bambini non presentano preoccupazioni per il peso e la forma del corpo ma possono trovarsi in una condizione di sottopeso a causa della paura di mangiare.

Sindrome del rifiuto pervasivo

Questo termine descrive una condizione caratterizzata da un profondo e pervasivo rifiuto di alimentarsi, di bere, di camminare, di parlare e di prendersi cura di se stessi per un periodo di diversi mesi. I bambini che ne sono affetti sono sotto peso e spesso disidratati, rifiutano di mangiare e di bere così come tutte le normali attività quotidiane e i tentativi di trattamento. Questa condizione, benché rara, può costituire una minaccia per la vita del bambino; è quindi necessario il ricovero ospedaliero.

Perdita di appetito secondaria a depressione

Il disturbo alimentare della perdita di appetito secondaria a depressione non costituisce un disturbo a sé stante ma è un sintomo secondario al calo del tono dell’umore. È fondamentale distinguere le due condizioni al fine di programmare il trattamento in modo efficacie: le caratteristiche principali dell’anoressia (evitamento del cibo, preoccupazioni per il peso e la forma del corpo, distorsione dell’immagine corporea) sono assenti nei bambini con disturbo dell’umore.

Quando uno di questi disturbi alimentari della prepubertà si presenta, è fondamentale che la diagnosi venga fatta in modo tempestivo e precoce; ciò infatti permette di programmare un trattamento efficace. Inoltre la terapia, che nell’ambito dei disturbi alimentari è necessariamente multidisciplinare, coinvolgerà non solo il bambino, ma anche la famiglia e la scuola.

Il Miller e i Disturbi Alimentari

L’Istituto Miller negli anni ha sempre dato largo spazio al trattamento dei Disturbi Alimentari con il suo Centro Clinico sui Disturbi della Nutrizione e ogni anno organizziamo eventi e soluzioni formative su questo tema.

Presso la nostra sede di Firenze abbiamo avviato il Master di II livello su Disturbi Alimentari e Obesità. A queste pagine si possono trovare tutti i dettagli:

Sempre in relazione al tema sui Disturbi Alimentari abbiamo in calendario l’Evento gratuito per il ciclo “I giovedì del Miller” in data 15 settembre presso l’Istituto Miller di Genova con la Dr.ssa Daniela Rebora, Medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e la Dott.ssa Serena Rebora, Psicologa, con cui parleremo del “Gioco della Piramide Alimentare” ma consigliamo di tenere sempre d’occhio la programmazione degli eventi gratuiti del Miller a questa pagina. Sul nostro sito è possibile leggere un approfondimento sulle 10 regole d’oro per una sana alimentazione nel bambino. Per tenersi aggiornati su tutti gli eventi e le novità del Miller potete seguirci sulla nostra pagina Facebook e sul nostra sezione News dell’Istituto Miller.

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