Gli Psicoanalisti lo fanno sul lettino da dietro

Gli Psicoanalisti lo fanno sul lettino da dietro

Le #10cose che forse non tutti vi diranno sul grande padre della Psicoanalisi

Z

 

“Mi stai psicoanalizzando?” è la domanda che molti stupidi fanno quando scoprono che sei uno psicoterapeuta o (ancora meno adeguato) uno Psicologo. Se lo Psicologo poi si arrabbia vuol dire che a parlare sono due stupidi.

Se dici Psicologia dici Freud. Non c’è nulla da fare. È una superstar. È un po’ come parlare del nu-metal senza citare i korn o parlare di trip-hop senza citare i massive attack.

A Freud, a quanto si dice talvolta nelle accademie, la Psicologia deve tutto.

Nei miei corsi non posso dire che succeda lo stesso. Ad accezione della mitica battuta con la quale ho risposto un giorno alla studentessa che, in modo un po’ seduttivo, mi chiese:

Qual è la differenza con la psicoanalisi?

Alla quale domanda risposi:

Gli psicoanalisti lo fanno sul lettino, da dietro.

Battute a parte (ne faccio una ogni 3 anni, e cadeva proprio oggi, scusatemi e vi prego, se dovete usarla, almeno citatemi) Freud, con la sua fama, ha subito tutto ciò che inevitabilmente la fama porta con se, e cioè l’ignoranza.

Forse ti sembrerà strano, ma se ci pensi quanto più uno diventa famoso quanto meno le persone lo conoscono. Io ho letto Freud, soprattutto al liceo e nel primo anno dell’Università, in modo molto accanito, tuttavia mi stupisco di come talvolta, magari durante un convegno quindi in situazioni in cui ci si attenderebbe un elevato livello di cultura e competenza, ho dovuto correggere esimi colleghi che prendevano cattivi strafalcioni su questo vecchio argomento. Quando poi dal “dotto” di turno si passa all’uomo di strada la situazione non cambia di molto (eccetto per il fatto nel primo caso c’è il dovere di correggere gli errori come servizio alla platea mentre nel secondo caso sei solo un rompipalle; se l’errore non è grave neanche il primo rompipalle è giustificato).

Ma non siamo qui per parlare del metodo psicoanalitico, bensì per offrire al lettore dieci curiosità su Freud che non tutti, a volte, ricordano:

 

FREUD ZURLO

 

#1

Può darsi che avesse una relazione di tipo particolarmente intimo, insomma se la faceva con la sorella della moglie, cioè sua cognata Minna. Per anni si è provato ad insabbiare questa relazione segreta. (Ma io dico: perché? Non era poi così brutta!)

#2

Come molti vecchi non parlava mai quando mangiava (questo mi ricorda mio nonno, che mi diceva: quando si mangia si combatte con la morte. Più semplicemente ho sempre creduto che troppe chiacchere umane mi rovinassero i sapori).

#3

Andava a letto tardi, in ogni caso sempre dopo mezzanotte (vorrei ricordare ai lettori più giovani che, ma forse non mi crederete, non esisteva ancora youporn).

#4

Era incapace di godere della musica. Non ci riusciva. Era troppo analitico per comprendere la musica. Questo è ciò che lui stesso diceva a proposito di se, ed è anche uno dei primi motivi per cui questo signore, divenuto famoso come una superstar, ha in me suscitato molti sospetti fin dall’inizio.

#5

È tutt’oggi famoso come lo scopritore dell’inconscio, con una sola postilla: non ha scoperto l’inconscio. Con questo non intendo riferire al fatto che chiunque, come me, ami i testi antichi potrà trovare riferimenti al concetto risalenti a parecchi secoli prima, ma al fatto che già il grande William James, uno dei grandi padri della Psicologia, ne parlava già nei suoi scritti fondamentali, ben prima che nascesse il termine “psicoanalisi”.

#6

Presagì che la sua morte sarebbe avvenuta nell’anno 1918, nel mese di Febbraio (il mese del famoso convegno di Bucarest, o della più famosa beffa di Buccari, per chi ama le storie degli strateghi militari o quelle legate a Gabriele d’Annunzio). Tuttavia, mentre molte sue idee erano talmente bizzarre da non essere neanche verificabili, questa lo era. Non saprei dire se, quando si accorse che era ancora vivo, fu felice o ci rimase male per aver scoperto di avere torto. Morì dunque a 83 anni e non a 62 come aveva (mal) previsto.

Francesco M Zurlo 

Psicologo, Psicoterapeuta

Zurlo Consulting Studio di Psicoterapia 

Roma, Crotone, Milano

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#7

Oltre ad avere una dipendenza da cocaina, fumava circa 20 sigari al giorno.

(Quando anni fa sono stato a Cuba mi è parso di vederlo: Arecha Ron Anejo Reserva, Rum cubano dal 1878).

Quando invece Freud, per via del cancro, fu costretto a smettere di fumare ne soffrì moltissimo ed a lungo, finchè non trovò la soluzione terapeutica ideale alla sua dipendenza: non smettere di fumare. La soluzione continuò a funzionare anche quando gli asportarono la mascella (venne sottoposto a 33 interventi chirurgici). Continuò a fumare fino alla morte. La soluzione aveva funzionato.

#8

Tutti ricordano che Freud è il padre di Anna Freud, che come tutti gli epigoni estremizzò le idee già estreme della Psicoanalisi (come la condanna del determinismo fatalista per cui il partner che scegli o che lasci oggi è il risultato delle influenze che hai ricevuto nei primissimi mesi di vita, anche se in queste cose fu Melanie Klein a spingersi ben oltre, anticipando il complesso di Edipo nel bambino di parecchi anni). Pochi, invece, ricordano che Freud è lo zio di uno dei grandi padri delle pubbliche relazioni, Edward Bernays, uomo che non può dirsi di genio inferiore allo stesso Freud.

#9

Era abbastanza pettegolo, e dal momento che di segreti ne conosceva molti, non di rado nascevano litigi con il suo allievi.

#10

Si è ritenuto, in modo non irragionevole, che il suo metodo (il sedersi dietro il paziente senza essere visto) fosse fortemente influenzato dalla sua innegabile tendenza alla paranoia, anche favorita dall’uso di cocaina (che notoriamente produce quest’effetto: “paranoia da coca” come la chiamava William S. Burroughs).

 

Mi sia concesso salutare il lettore con le parole di Shakespeare:

L’uomo che non ha musica dentro di sé, né è commosso dall’accordo di dolci suoni,
è incline ai tradimenti,  agli stratagemmi e ai profitti; i moti del suo spirito sono tristi
come la notte, e i suoi effetti bui come l’Erebo: non fidatevi  di un uomo simile. Ascoltate la Musica.

William Shakespeare

Un caro saluto a tutti, la Z

zurlo consulting; Psicoterapia
Prof. Francesco ‘M’ Zurlo (nel blog: la Z) – direttore dello Studio di Psicoterapia
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Francesco 'M' Zurlo

Psicoterapia e consulenza at Zurlo Consulting
Cos'è il mondo? una serie di meravigliosi problemi complessi e interconnessi da risolvere. Psicologo psicoterapeuta, coach, formatore di livello internazionale ed autore di decine di pubblicazioni scientifiche. Ecco la Z
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