Emergenze? Non fare lo Spettatore

Spesso i casi di cronaca che ascoltiamo in TV  ci lasciano quanto meno delle perplessità, oltre che angoscia per le violenze compiute. Non di rado stupri, omicidi, aggressioni, rapine avvengono alla presenza di altre persone che inspiegabilmente non intervengono o preferiscono fare finta di non vedere. Semplice indifferenza, paura di mettersi nei guai o c’è dell’altro?

Gli studi effettuati negli ultimi 45 anni hanno dimostrato che maggiore è il numero degli spettatori presenti a un’emergenza tanto meno ci sarà  possibilità per la vittima di ricevere aiuto.

Tutto ciò si riassume sotto il termine di “Effetto Spettatore”, fenomeno psicologico sociale , dove una vittima se è alla presenza di diversi spettatori avrà minore possibilità di essere aiutata.

Ecco alcuni motivi per cui può accadere di non prestare soccorso quando attorno a noi ci sono altre persone:

  1. Si può peccare di Ignoranza Pluralistica. In parole semplici di fronte a una situazione ambigua, non chiara, le persone osservano il comportamento degli altri in cerca di indizi che permettano di comprendere come comportarsi. Ciò che non viene considerato è che anche gli altri fanno lo stesso. Di conseguenza se nessuno del gruppo presta aiuto, si potrebbe essere portati a pensare che ci stiamo sbagliando e che in effetti non c’è nessuna emergenza. Risultato? INAZIONE
  2. Vi è una Diffusione di Responsabilità. Paradossalmente più ci sono testimoni oculari ,meno è l’aiuto prestato, perché erroneamente si crede che siano altri a doversi assumere la responsabilità di agire o che magari l’abbiano già fatto. Ad esempio si potrebbe pensare che medici o polizia siano più preparati per aiutare, oppure che l’aiuto offerto non sia gradito o magari si teme che assumersi la responsabilità di agire per primo possa comportare delle ripercussioni legali.

th7FBY062O

 

Tenendo conto di queste variabili, ecco qualche suggerimento nel caso doveste avere bisogno di aiuto o nel caso siate voi testimoni di un’emergenza:

 

  • Se sei spettatore di una situazione critica, ricorda che il primo istinto che potresti avere è quello di NON aiutare, ma tenendo a mente la diffusione di responsabilità, INTERVIENI, in pochi secondi qualcun altro si unirà a te in quanto la situazione non risulterà più ambigua e gli altri capiranno chiaramente di dover imitare il tuo comportamento.
  • Se hai bisogno di aiuto per prestare soccorso a qualcuno in difficoltà e attorno a te ci sono altre persone, guarda direttamente negli occhi le persone e fai richieste specifiche a ognuno di loro, se possibile assumi il ruolo di leader e delega i vari compiti in modo chiaro e coinciso. (“Tu chiama la polizia”, “Tu chiama l’ambulanza”, ecc)
  • Se sei tu la vittima e hai bisogno di aiuto, non gridare genericamente “Aiuto” ma se possibile cerca di guardare direttamente negli occhi chi è attorno a te e fai richieste specifiche. (Es. “lei con la maglia rossa chiami la polizia.”)

 

Ricordiamoci sempre che “è facile eludere le nostre responsabilità, ma non possiamo eludere le conseguenze dell’aver eluso le nostre responsabilità”. (Josiah Stamp)

 

Se mi vuoi contattare per consulenze o informazioni:

https://www.facebook.com/PsicoGenova/

Cell:349-1767414

Email: michelac34@gmail.com

Share Button
 
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato su argomenti che esplorano la crescita personale ed emotiva, puoi seguirmi sulla pagina facebook “Psicologia“ , oppure aggiungermi su Facebook per sottopormi le tue curiosità e i tuoi dubbi.
Vuoi commentare e condividere con noi le tue esperienze ? Iscriviti al gruppo “Psiche e benessere
Se invece stai attraversando un periodo difficile e desideri parlare con uno psicoterapeuta contatta il nostro servizio di consulenza online
 

Michela Campanella

Attualmente ricevo nel mio studio a Genova. Per chi abita lontano offro un servizio di consulenza via Skype.
Mi occupo principalmente di trattare disturbi dell'alimentazione, ansia, attacchi di panico, DOC e fobie.
Nel mio lavoro utilizzo la Terapia Strategica Breve, in quanto in tempi brevi permette di risolvere problemi complessi.

"Ci sono due modi di affrontare le difficoltà. Modificare le difficoltà o modificare te stesso in modo da affrontarle."
(Phyllis Bottome)

Latest posts by Michela Campanella (see all)

Commenti

commenti