DIGNITÀ

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Un giorno, dopo un seminario, una donna mi ha chiesto come avrei definito il concetto di dignità.

Non mi sono mai piaciute le definizioni troppo rigide, prive di vita.

Le ho chiesto di pensare a un cucciolo di cane.

 

dignità

 

È così dolce, questo cucciolo, e richiede continuamente attenzione.

Il cucciolo ti cerca ogni momento, per ricevere il tuo amore. E se in quel momento sei distratto, lui abbaia, e ti guarda con i suoi dolci occhi: vuole le tue carezze.

Ma ecco che il cucciolo diventa cane. Ed ora silenziosamente siede, un po’ in disparte.

Non cerca più, costantemente ed insistentemente, le attenzioni di tutti.

Eppure accetta di buon grado tutte le tue carezze. Ed anzi è sempre felice di accoglierti ogni volta che torni a casa (chi ha un cane, conosce questa gioia).

Questo stato di grazia, che il cucciolo conquista divenendo cane, è ciò che noi uomini chiamiamo dignità.

Pensaci un attimo: la stessa cosa accade con il cucciolo d’uomo. Nel quale il percorso che conduce alla dignità, all’adultità e all’autonomia è però più complicato.

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PROF. FRANCESCO ‘M’ ZURLO,

PSICOTERAPEUTA, DIRETTORE STUDIO DI PSICOTERAPIA ZURLO CONSULTING

MILANO – ROMA – CROTONE

 

Quanti genitori vanno in crisi: non riconoscono più i propri figli, quando da amorevoli compagni, giocherelloni e alla ricerca di continue attenzioni, si trasformano in adolescenti che si chiudono nelle loro stanze e fanno tardi la sera.

Eppure questa fase di negazione e di ribellione, se contenuta, è fondamentale per lo sviluppo.

Oppure pensiamo alla carriera lavorativa. All’inizio si cerca l’approvazione continua degli altri, specie dei capi. Poco a poco iniziamo a farlo meno, sempre meno. E questo non è dovuto ad una perdita di motivazione al lavoro, bensì alla progressiva conquista dell’autonomia, della fiducia in se stessi.

Se non seguissimo questo percorso, dopo non molto tempo perderemmo il lavoro.

E anche nel mondo dei social network si può vedere questa differenza, che è la differenza tra il ricercare continuamente l’attenzione degli altri ed essere, invece, agli altri connesso.

Ed è curioso notare che proprio Facebook, che ha come missione “rendere il mondo più aperto e connesso”, sia stato demonizzato da molti psicologi o pseudo-psicologi incapaci di vedere questa differenza, differenza che fa soprattutto la persona, non lo strumento.

In famiglia, a lavoro, on line… gli esempi potrebbero essere ancora molti, ma questi già bastano, a dire quella che è forse la cosa più importante: la dignità, al contrario di quello che si tende erroneamente a credere, è il continuo risultato di un processo continuo.

Etimologicamente, dignitoso significa meritevole, ed il merito è sempre una conquista. Così è come si conquista, la dignità: costruendola giorno dopo giorno dopo giorno, in tutti gli ambiti della nostra vita.

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