Difendere il proprio punto di vista senza litigare

Difendere il proprio punto di vista significa sostenere qualcosa in cui si crede quando è minacciata dalle convinzioni altrui. Si tratta di un vero e proprio scontro tra idee. Esplicitare a qualcuno che non siete d’accordo con lui può farti litigare. Paul Graham ha individuato le regole per dissentire mantenendo un clima disteso.

Il desiderio di difendere il proprio punto di vista dalle critiche altrui è un’abilità che va allenata. Imparare a farlo migliora le relazioni in tutti gli ambiti della vita, da quello lavorativo a quello affettivo. Uno dei massimi esperti teorici (e pratici) dell’arte del discutere è Paul Graham, informatico e imprenditore inglese.

Grahma teorizza la piramide del dissentire dove raccoglie le argomentazioni che possono essere utilizzate per difendere il proprio punto di vista.

Analisi dei 7 livelli di argomentazione di Paul Graham.

I livelli sono 7, vanno da 0 a 6, dove 0 indica totale assenza di razionalità e 6 massimo livello di razionalità.

#Livello 0: insultare

Rispondere a chi la pensa in modo diverso da noi insultandolo è una pessima premessa per il dissenso pacifico. Cretino, capra, idiota, stupido sono parole vuote da un punto di vista semantico ma cariche dal punto di vista emotivo. Evitare assolutamente questo livello se si vuole ottenere qualcosa senza rompere tutto.

#Livello 1: attacco alla persona

Inseguire la ragione screditando la fonte è uno di quei trucchetti retorici molto usati in politica. “Il mio avversario politico non ha mai lavorato quindi non sa di cosa parla quando parla di tasse!” Ma l’esempio più forte per me resta quello dei due innamorati che litigano. Capita spesso che le coppie non si concentrino solo sulla circostanza del diverbio ma generalizzino alla persona. C’è differenza tra dire sei stronzo (cioè sempre) e quando ti comporti così sei stronzo (cioè non sei tu lo stronzo ma il tuo gesto).

#Livello 2: rispondere al tono

Non è tanto cosa hai detto, è come l’hai detto. Questa argomentazione non funziona molto bene perché sposta il piano della discussione sul versante soggettivo, dove purtroppo vale tutto. Come posso difendermi se sostieni di essere stato offeso dal mio tono di voce? Semplicemente non posso. Quindi mi agito e va a finire che litighiamo.

#Livello 3: contraddizione

Questo è il primo livello di argomentazione contro il contenuto. È comunque molto infantile perché prevede l’affermazione dell’opposto senza dimostrazione. La Juve è la squadra più forte del campionato! No, è più forte l’Inter! Se non spiego su quale base ribalto l’enunciato iniziale è molto difficile che possa convincere il mio interlocutore. Sempre meglio però di dire che chi tifa Juve è un cretino.

#Livello 4: argomentazione

Da questo livello in poi dissertiamo evitando di litigare. Quindi ignoriamo tutto quello che viene prima e partiamo da qui. Contro argomentare significa portare delle prove contro quanto sostenuto dall’altro, individuare contraddizioni logiche nel suo discorso, formulare esempi che facciano vacillare la sua tesi e difendano la tua. Argomentare è una vera e propria arte, tanto che tra persone perbene si dovrebbe riconoscere l’eleganza di chi ci critica se lo fa con gusto. Noblesse oblige.

#Livello 5: confutazione

Significa trovare una prova schiacciante contro un elemento dell’argomento avversario. Se fate crollare un argomento portante del suo pensiero tutto il resto non avrà più senso.

#Livello 6: centrare il punto

Cioè confutare il punto centrale dell’argomentazione avversaria. Se nel punto 5 ci si può accanire contro passaggi minori per cercare di indebolire le fondamento del pensiero altrui, in questo caso si combatte contro l’architrave che sostiene tutto.

 

Capisco che se uno è permaloso difficilmente accetterà di essere sconfitto in una discussione. Ma è buona norma non lasciarsi tirare giù al suo livello perché come ha detto qualcuno:

Mai discutere con un idiota. Ti porta al suo livello e poi ti batte con l’esperienza

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