LA DEPRESSIONE: TRA APPARTENENZA ED ESCLUSIONE

 

In questo articolo desidero proporti una lettura della depressione secondo l’approccio sistemico-relazionale.

Userò come riferimenti teorici i fondamentali studi clinici di Valeria Ugazio, psicoterapeuta sistemico-relazionale e autrice di saggi sul tema delle polarità semantiche.

Questa teoria è stata formulata alla fine degli anni Novanta.

Le conversazioni familiari, le polarità semantiche e il posizionamento

La famiglia è una composizione di differenze. Dentro a uno stesso nucleo si fronteggiano individui così diversi che sembrano spesso fatti […] per essere nemici. (Ugazio, 2012)

Le conversazioni generano possibilità o le impediscono.

Ogni famiglia e ciascun membro di essa, comunica, conversa, all’interno di insiemi di significato –  detti polarità semantiche – prevalenti.

Quali storie possibili?

Questo fa in modo che vengano a crearsi, negli scambi interattivi, alcune storie piuttosto che altre.

La polarità: un magnete che genera significati

Il concetto di polarità può essere spiegato con un’analogia: un magnete, i cui estremi sono dotati di proprietà opposte.

Ciascun membro della famiglia non può, negli scambi comunicativi ai quali partecipa non prendere una posizione all’interno della polarità di significati che sta alimentando la conversazione.

Questo processo si chiama posizionamento.

Polarità possibili

giusto/ingiusto

leale/sleale

libertà/dipendenza

allontanamento/avvicinamento

cambiamento/stabilità.

 

La depressione: tra appartenenza ed esclusione

La depressione è una condizione generata dal dilemma appartenenza/esclusione.

Appartenere anzichè significare essere amato, accolto, provare gioia, equivale a essere indegni di rispetto e stima.

Si verifica una sorta di corto circuito di significati, di inconciliabilità tra i modi possibili di essere, per cui l’appartenenza (il fare parte di) e la propria dignità (il sentirsi degni di stima e rispetto) sono due dimensioni che reciprocamente si escludono.(Ugazio, 2012)

Il problema è dato dal fatto che entrambe sono due dimensioni fondamentali per la vita di tutti noi.

Quando un legame si rompe

Il dilemma tra questi due mondi, quello dell’appartenenza e quello dell’esclusione si comprende meglio pensando al fatto che spesso la depressione affiora successivamente a un’interruzione del legame con il partner.

Queste esperienze, dalla persona con organizzazione depressiva, vengono vissute con emozioni incredibilmente forti che oscillano in un circuito pericoloso per i legami e dolorosissimo per tutti gli attori coinvolti, tra disperazione e rabbia.

I comportamenti aggressivi nella depressione

I comportamenti aggressivi, arrivano a interrompere legami importanti, una volta esplosa la rabbia però ci si sente irrimediabilmente soli e qui si innesca il sentimento di disperazione.

In queste dinamiche relazionali così prorompenti e dolorose la depressione arriva a configurarsi come l’unica possibilità di adattamento per uscire da questi schemi così conflittuali e distruttivi.

La depressione paradossalmente riesce a non fare altri danni ai legami importanti.

Tutto è relazione

La relazione da un lato è essenziale, dall’altro conflittuale.

Essa è comunque il terreno all’interno del quale si sono venuti a costruire questi significati.

Proprio la relazione è lo stesso terreno in cui se ne possono arrivare a costruire di alternativi e meno disfunzionali.

L’intervento terapeutico che coinvolge il partner è in questi casi particolarmente indicato.

La coppia è una risorsa tanto nella vita di ogni giorno, quanto nella terapia.

 

BIBLIOGRAFIA:

V. Ugazio (2012), Storie permesse, storie proibite, polarità semantiche e psicopatologie, Bollati Boringhieri, Torino

Psicologia relazioni e sistemi

dott.ssa Gaia Berio, PSICOLOGA –  348 6028718 – 371 3095423 – 010255720

Via Antonio Stradivari 6, MILANO –  (zona Loreto)
Via San Luca 12/29, GENOVA
Piazza Golgi 23, ARENZANO (GE)

7 COSE CHE FANNO LE PERSONE CON UNA DEPRESSIONE NASCOSTA:

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Gaia Berio

Attualmente lavoro perloppiù a Genova. Sono psicologa e psicoterapeuta in formazione, mi occupo di consulenze alla persona, alla coppia e alla famiglia usando l'approccio relazionale-sistemico, lavoro spesso affiancata da colleghi di altri orientamenti, collaboro da anni con un centro anti-violenza e ho esperienza nel trattamento della disabilità. Credo che la psicologia ci consenta un’azione semplice, talvolta nascosta dietro un’ombra: autorizzarci a credere in un cambiamento del nostro modo di osservare il mondo e le relazioni che lo abitano.

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