Crisi d’astinenza emotiva

Le emozioni sono così belle che non possiamo farne a meno.

Quando ci abituiamo a un’emozione la vogliamo sempre con noi. Il guaio è che ci affezioniamo a lei anche quando è un’emozione negativa che ci fa soffrire. Sembra un paradosso ma non è così.

Desideriamo chi ci fa star bene quanto desideriamo chi ci fa soffrire.

 

Le emozioni ci fanno sentire vivi

Com’è possibile desiderare chi ci fa soffrire e chi ci inebria di gioia allo stesso modo? Basta capire un po’ come funzionano le emozioni.

Possiamo suddividere le emozioni in due gruppi. Il gruppo delle emozioni positive dove posizioniamo la gioia, la serenità, la sorpresa, lo stupore, la serenità e tutte le altre sensazioni piacevoli; quello delle negative dove invece mettiamo il dolore, l’ansia, l’angoscia, la depressione e mille altre sensazioni dolorose.

Le emozioni non si possono suddividere solo in positive e negative. Possiamo valutarle anche in base alla loro intensità. La stessa emozione, la gioia per esempio, può essere dirompente oppure appena accennata. Lo stesso vale per le emozioni negative.

Più forte è un’emozione e più grande sarà il nostro coinvolgimento. Anche se si tratta di emozione che ci fa soffrire. Questo accade perché le emozioni sono come delle scosse elettriche che ci svegliano dal torpore e ricordano al nostro cervello che siamo vivi. Un’emozione intensa negativa può essere paragonata a una secchiata d’acqua.

Il contrario dell’emozione è il vuoto. Una specie di dormiveglia esistenziale nel quale naufraghiamo senza afferrare la vita. Le ore passano senza che nemmeno ce ne accorgiamo e, se tra due emozioni forti passano molti giorni, ci sembra che il tempo sia evaporato via.

La vita è la cosa migliore che abbiamo anche quando ci fa soffrire

Non sentire niente a livello emotivo è peggio di soffrire per amore. Nel primo caso non siamo niente, nel secondo siamo uomini e donne che soffrono.

Se la vita fosse un gioco, l’obiettivo sarebbe riuscire a raccogliere il maggior numero di emozioni positive evitando di subire quelle negative. Non provare niente invece equivarrebbe a non giocare proprio. Non rischi niente, ma sarebbe una grande occasione persa.

 

Crisi d’astinenza emotiva

La crisi d’astinenza emotiva è la sensazione che proviamo alla fine di una storia d’amore.

Ci allontaniamo dalla persona che abbiamo amato, non importa chi ha deciso il distacco né di chi sia la colpa, la realtà è solo una: la nostra più grande risorsa di emozioni non c’è più.

Anche se il nostro partner ci procurava solo emozioni negative, abbiamo capito che erano comunque emozioni forti. Grazie a quelle emozioni ci sentivamo vivi. Ora tutto è cambiato. Percepiamo il vuoto, sentiamo le ore scorrere senza scopo, cresce dentro di noi il senso dell’inutilità.

Tutto quello che vorremmo è un’altra occasione per rivivere quelle emozioni. Rivogliamo con noi la persona capace di accendere il nostro corpo.

Durante l’astinenza emotiva è del tutto irrilevante la qualità del rapporto appena terminato. Il vuoto emotivo ha cancellato il pensiero razionale su quell’amore. Anche se per tanto tempo abbiamo voluto farla finita, ora non ce lo ricordiamo.

È come chi smette di fumare ma poi ricomincia perché non ricorda più quanto ha desiderato farla finita con le sigarette.

 

Superare la crisi d’astinenza emotiva

Solo le emozioni possono farci superare la mancanza delle vecchie emozioni. Non serve buttarsi alla cieca in una nuova storia d’amore. I rapporti amorosi non sono la sola cosa che ci fa emozionare. Ci sono gli amici, la famiglia, le passioni, la lettura, e milioni di altre cose.

L’amore tornerà quando ne avrai voglia. E magari questa volta porterà con sé tante emozioni fortissime, tutte positive.

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Francesco Boz

Le cose vanno bene - rispondiamo sorridendo per rassicurare noi stessi

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