COPPIA E TRADIMENTO

La relazione di coppia, insieme a quella genitore/figlio, è forse la tipologia relazionale più eterogenea che si possa sviluppare tra gli esseri umani. Complesse dinamiche interne portano a proiettare sul compagno o sulla compagna parti mancanti di noi, al fine di sperimentare una relazione autentica. Quando però si distrugge il “noi” simbolo di unione e armonia della coppia, attraverso il tradimento, si perdono parti di noi stessi che avevamo riposto nell’altro, compromettendo equilibri e stabilità personali e relazionali mantenuti fino a quel momento.
Ma perché si tradisce la persona amata e che si è scelta come compagna di vita? I motivi sono molteplici e non sono legati solo alla felicità o all’infelicità all’interno della coppia, infatti anche tra le coppie che si reputano felici può verificarsi un tradimento.

Bisogna anzitutto soffermarsi sulle fasi del rapporto di coppia.
All’inizio di una relazione sentimentale, quando siamo sopraffatti dall’innamoramento, è difficile tradire. In questa fase si proiettano sull’altro aspettative, ideali, caratteristiche personali che ci portano a vedere il partner come unico, speciale, colui o colei che incarna perfettamente i nostri desideri. Passata questa fase, si passa a quella dell’amore adulto e maturo in cui si cominciano a vedere nell’altro tutte le sue caratteristiche reali: ciò porta al crollo delle nostre proiezioni lasciando spazio alle caratteristiche del partner. In questa fase il tradimento ha maggiore probabilità d’attuazione, forse perché non si riesce a sostenere la maturità della costruzione di una coppia meno idilliaca, passionale ma più stabile e meno appagante. Tuttavia anche nelle coppie che si considerano felici il tradimento è dietro l’angolo.

Non è facile spiegare perché si scelga di mettere a rischio la propria felicità di coppia per andare incontro alla distruzione più totale. Le ipotesi sono diverse: non tutti infatti sanno essere felici o riescono a rimanere in un clima di felicità. La ricerca costante di una relazione solida che dia sicurezza e stabilità va contro il desiderio di eccitazione ed energia che vengono da una nuova relazione, quindi il conflitto interno che nasce tra conservazione e rinnovamento può determinare una scelta: ecco che la felicità non basta.
Un’altra causa del tradimento potrebbe essere la considerazione che la “scappatella” sessuale non significhi tradire. Infatti quando si arriva a scindere l’amore dal sesso si tende a nascondersi dietro la convinzione che si ami il proprio partner e un rapporto fisico con un’altra persona non significhi non amarlo.

I dubbi nella relazione di coppia posso nascere costantemente e portare a chiedersi se ciò che si ha in una relazione sia davvero tutto o ci sia altro da scoprire. L’idea che, pur avendo una relazione stabile solida, ci sia un partner perfetto per sé, in una relazione perfetta fa largo al dubbio secondo cui ci si stia perdendo qualcosa nella relazione attuale e quindi si va in cerca di qualcosa o qualcuno di perfetto che nella realtà dei fatti non esiste perché la perfezione è un concetto irrealizzabile.
Anche la presenza di esempi comportamentali che hanno portato al tradimento influenza la relazione di coppia ed il suo andamento e quindi può portare al tradimento. Pensiamo ai figli di genitori tra cui il tradimento è avvenuto: ciò potrebbe portare a credere che una relazione extraconiugale sia ammissibile nella vita di coppia.

Ciò che accade nella mente di chi tradisce è legato spesso alla novità, a quel sentirsi vivi, un mondo tutto nuovo da scoprire, che risucchia, fa stare bene, si cercano momenti di condivisione con l’altro per vivere quel benessere, un atto mentale che spesso, il più delle volte, si concretizza con un atto fisico.
Le reazioni e le emozioni di chi tradisce sono legate anche alla paura di essere scoperti, alla necessità di abbandonare una relazione che ormai non dà più nulla per una nuova e più emozionante. L’adrenalina che produce una relazione clandestina porta vitalità ed è quella che la mente vuole, vivere sempre su di giri, per sentirsi vivi, anche nei soggetti che vorrebbero vivere una situazione di tranquillità. L’autostima cresce dalle parole del nuovo arrivato, dalle attenzioni che si ricevono. La terza persona che si inserisce nella coppia non fa altro che generare una ventata di nuovo, per questo viene caricata di proiezioni interne legate alla seduttività, alla sfacciataggine, alla disponibilità. Da qui la ricerca di quelle idee che un po’ alla volta escludono il proprio partner, creando uno spazio privato da cui egli o ella deve stare fuori.

Nella coppia che affronta il tradimento, chi soffre di più quando scopre cosa è successo è colui o colei che subisce il tradimento che all’inizio, ma non sempre, avverte un cambiamento e sente l’esclusione dalla relazione, teme l’abbandono, sospetta l’inganno, controlla, minaccia. Egli o ella spesso non è più interessato a continuare ad investire in una relazione che ormai non sembra più degna di attenzioni e spesso è interessato a scoprire come stanno le cose per chiudere definitivamente. Ciò lo porta a cercare continuamente le prove del tradimento egli accusa un grosso colpo che lo sconvolge e gli fa cadere tutte le convinzioni e le certezze avute fino a quel brusco risveglio sviluppando un profondo senso di insicurezza e destabilizzazione. L’ossessione che nasce nella mente della persona tradita è legata alla continua rimuginazione che la porta ad immaginare l’evento oggetto del tradimento. La ricerca dei numerosi e minuziosi dettagli può essere legata al fatto di voler essere presente nella scena, una sorta di riappropriazione di un ruolo che doveva essere suo e che le è stato precluso. Dall’altro lato chi tradisce, per un forte senso di colpa, vorrebbe evitare di raccontare i particolari di quegli incontri per non causare ulteriori sofferenze.

Tradire è sempre un’azione dettata da un disagio interiore che si riversa nella coppia anche quando si vive un rapporto apparentemente perfetto. Quando la coppia non soddisfa più i bisogni individuali essi prendono il sopravvento su tutto e la loro soddisfazione va cercata all’esterno. L’evoluzione di uno dei due, i cambiamenti dovuti alla crescita, la nascita di nuovi bisogni sono tutti elementi che portano all’idea di essere improvvisamente incompatibili e si arriva a capire che quella relazione che si credeva essere perfetta ed appagante era invece qualcosa di estremamente opprimente e soffocante in cui ci si è trovati senza rendersene conto. Si cerca quindi quella gratificazione narcisistica per confermare a se stessi il proprio fascino; ciò può portare l’uomo adulto a cercare avventure con donne più giovani per sentirsi ancora giovane e piacente, mentre porterà la donna a ricercare una situazione in cui possa ancora mettere in atto il suo fascino seduttivo messo in discussione dai cambiamenti fisici. Ma anche una sopravvenuta incapacità comunicativa fra i due, la sensazione che l’altro dia per scontato chi ha al proprio fianco, l’assenza di intimità, di trasporto, di empatia, di senso di appartenenza portano ad un graduale allontanamento ed alla ricerca di conferme all’esterno della coppia. Ecco che il tradimento diventa una sorta di antidepressivo che mira a colmare i vuoti di una profonda insoddisfazione e solitudine.

Una menzione va fatta ai cosiddetti “traditori seriali”, soggetti per i quali l’infedeltà è una costante nella relazione. Queste persone hanno la tendenza ad attuare una scissione tra sessualità ed affettività. È un atteggiamento tipico degli uomini sposati che frequentano prostitute; nella loro mente non possono accettare che la moglie, la madre dei propri figli possa essere un oggetto sessuale e possa suscitare in loro pulsioni libidinose perché ciò sarebbe legato a fantasie edipiche incestuose rispetto alla propria madre. Per questo motivo l’aspetto libidinoso, pulsionale, strettamente sessuale viene messo in atto con persone con cui non c’è coinvolgimento affettivo, mentre la moglie resta mentalmente illibata e pura. Anche nella donna tale scissione può essere messa in atto allorquando il proprio partner assume un connotato di fratello o padre, quindi incapace di soddisfare esigenze sia di amore che sessuali. Alla base di questa scissione c’è un’immaturità nello sviluppo dell’Io che va affrontata.

La società ha oggi, in un certo qual modo, sdoganato il tradimento che è sempre esistito, ma in un’ottica di soddisfazione dei propri desideri, del “tutto e subito”, del proprio narcisismo ed egocentrismo. Ciò che oggi si tende a fare è colmare le proprie insoddisfazioni senza prendere in considerazione ciò che si ha. Se in una relazione esistono dimensioni che non vengono soddisfatte, è giusto che si cerchi la felicità in un altro contesto perché il sacrificio all’impegno verso una progettualità di coppia e la volontà di superare le crisi vengono visti oggi come aspetti di scarso valore contrapposti al proprio egoismo ed alla propria individualità.

La ferita che nasce dal tradimento difficilmente si rimarginerà perché ciò che resta è una profonda delusione che porta a pensare che nulla sarà come prima. Il traditore sarà colui che deve mettersi in gioco con il partner affinché riacquisti fiducia e insieme diano vita ad una nuova visione della relazione. È necessario cogliere il significato di ciò che è successo per ritrovare se stessi e chiedersi se sia giusto il proprio modo di amare rivedendo il proprio modo di affrontare le relazioni, non solo quella amorosa di coppia. Bisogna recuperare quella parte di sé che si era proiettata sul partner (l’anima per il maschile e l’animus femminile di cui ci parlava Jung) accettando anche queste parti che a volte possono farci male. Recuperare il rapporto dopo un tradimento è possibile affrontando un percorso di terapia di coppia che permetta ai due coniugi di sviluppare una forma di comunicazione sincera e costruttiva permettendo loro di esternare le insoddisfazioni prima di ripiombare in un silenzio che porta a problemi difficili da risolvere. L’aiuto di psicologi e sessuologi permette di capire che essere sinceri con il proprio partner favorisce un nuovo inizio in una relazione solida e completa.

La tecnica giapponese del Kintsugi prevede la riparazione di un vaso rotto attraverso l’unione dei cocci con della resina mista ad oro, argento o platino. Questa tecnica, oltre a donare nuova vita al vasellame, lo valorizza nella sua estetica rendendolo forse più bello di prima. Un legame spezzato e rinsaldato con più forza non deve mirare a nascondere il danno: la riparazione deve essere bensì caratterizzata da una luce nuova.

© Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta