Come riconoscere i bambini che diventeranno adulti psicopatici

Titolo provocatorio come è provocatoria la meta analisi di Susan Krauss. La professoressa e psicologa dell’Università del Massachusetts parte da alcuni dati statistici molto evidenti: gli adulti psicopatici tra loro condividono un’adolescenza torbida fatta di atti vandalici, bullismo (fatto, non subito), furti, comportamenti sessuali a rischio, uso e abuso di sostanze. Nessuno si sveglia una mattina e improvvisamente si scopre psicopatico, i segnali per sospettarlo ci sono tutti già prima che la diagnosi venga conclamata.

Susan si chiede quando appaiono i primi sintomi sospetti.

Sappiamo che la filosofia inglese, ad esempio John Locke, parla di tabula rasa. Il cervello del bambino quando nasce è come una tavoletta di cera vergine pronta per essere scritta con le esperienze della vita. Seconda questa logica un bambino appena nato può diventare qualsiasi cosa, niente è precostituito. Si tratta di un pensiero molto seducente perché apre ai neonati tutte le porte del mondo. Sarà la vita poi a chiederle e via via creare il percorso che porterà il bimbo a diventare grande.

Oggi sappiamo che non è così. La genetica non è più un’opinione. Non siamo una tabula rasa ma abbiamo già una piccola porzione del nostro destino scritta nei nostri geni.

Cosa sono gli adulti psicopatici

Facciamo chiarezza sui termini usati in questo articolo.

Un adulto psicopatico è un tipo di personalità articolata su due dimensioni.

La prima descrive il suo fascino superficiale che lui utilizza come arma per manipolare gli altri. All’iterno della prima dimensione troviamo anche la sua totale mancanza di empatia.

La seconda fa riferimento all’incapacità di provare rimorso, l’impulsività e la messa in atto di comportamenti socialmente non accettati o persino criminali.

 

I comportamenti dei bambini a rischio di psicopatia da adulti

I bambini sono tutti perfetti e nessun sintomo da solo può determinare l’insorgenza di psicopatia in età adulta. Tutto quello che siamo è frutto dell’interazione tra genetica, esperienze individuali e ambiente (genitori, scuola, amici, …).

Perciò, un bambino che presentasse tutti questi sintomi potrebbe comunque crescere e diventare un adulto meraviglioso. Tuttavia, conoscere la presenza del rischio permette agli adulti di intervenire e aiutare il corretto suo corretto sviluppo.

I bambini a rischio di psicopatia da adulti:

#1 Non mostrano alcun segnale di sentirsi in colpa quando vengono sgridati da genitori o insegnanti. Credono di aver ragione, di essere stati puniti ingiustamente e provano principalmente rabbia.

#2 La punizione non incide sul loro comportamento. Normalmente un bambino che viene punito fa qualcosa per evitare che in futuro si ripeta quella situazione. Alcuni bambini invece continuano ad agire male e a essere puniti senza assorbire nulla di questa interazione.

#3 Il bambino è totalmente rivolto verso di sé mostrando un egoismo inedito per qualcuno di così giovane. Normalmente i bambini si scambiano le merendine e i giochi. Non tutti lo fanno, alcuni vogliono tutto per sé. Nei casi peggiori, se quello che desiderano non gli appartiene lo rubano agli altri bambini.

#4 Mentono senza motivo e molto frequentemente. È assolutamente normale che un bambino dica le bugie, sia motivate dal desiderio di non nascondere qualcosa sia totalmente immotivate. La differenza con questo comportamento normale è la frequenza delle menzogne. Certi bambino non dicono mai la verità. Non lo fanno per sfuggire dalle punizioni, di quelle se ne fregano, vogliono creare una distanza tra sé e la loro realtà e tutti gli altri.

#5 Cercano di aggirare gli adulti con la loro retorica ancora acerba o con comportamenti atti a confondere la carte in tavola. Ovviamente basta un po’ di attenzione per scoprirli, perché sono ancora inesperti. Ma se questo comportamento non viene arginato diventeranno degli adulti manipolatori.

 

Bibliografia

Hyde, L. W., Waller, R., Trentacosta, C. J., Shaw, D. S., Neiderhiser, J. M., Ganiban, J. M., & … Leve, L. D. (2016). Heritable and nonheritable pathways to early callous-unemotional behaviors. The American Journal Of Psychiatry, 173(9), 903-910. doi:10.1176/appi.ajp.2016.15111381

Waller, R., Dishion, T. J., Shaw, D. S., Gardner, F., Wilson, M. N., & Hyde, L. W. (2016). Does early childhood callous-unemotional behavior uniquely predict behavior problems or callous-unemotional behavior in late childhood?. Developmental Psychology, 52(11), 1805-1819. doi:10.1037/dev0000165

 

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Francesco Boz

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