Il circolo vizioso dell’ansia

Ansia e preoccupazioni croniche ed eccessive sono considerate l’aspetto centrale del disturbo d’ansia generalizzato.

Si parla di generalizzazione perché ansia e preoccupazione riguardano un vasto numero di eventi e attività che vengono elaborati come potenzialmente pericolosi, piuttosto che un numero limitato di situazioni specifiche.

Per poter parlare di disturbo, l’ansia, la preoccupazione e i sintomi fisici devono:

  1. Causare disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o in altre aree importanti nella vita di una persona
  2. Manifestarsi per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi
  3. La persona deve avere difficoltà a controllare la preoccupazione
  4. essere presenti per la maggior parte dei giorni almeno 3 dei sintomi psicologici seguenti: irrequietezza o sentirsi tesi coi nervi a fior di pelle, facile affaticabilità, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare, alterazione del sonno.

 

Come sottolineano Campbell e Brown (2002), circa il 90 % dei pazienti che soffrono di disturbo d’ansia generalizzato presenta un’elevatissima comorbilità, soprattutto per depressione, attacco di panico e agorafobia.

Le tecniche di trattamento per chi soffre di tale disturbo mirano a sviluppare nel soggetto delle abilità per affrontare le cose che teme e che gli producono disagio emotivo.

Compito del terapeuta è quello di aiutare il paziente a sviluppare una serie di strategie e di competenze a seconda delle sue particolari difficoltà, che possono essere di natura interpersonale, ma anche di difficoltà nella gestione e nell’organizzazione della propria quotidianità.

Purtroppo l’ansia quando è presente altera le situazioni e crea problemi, i quali a loro volta incrementano l’ansia creando un circolo vizioso che si autoalimenta quotidianamente, e da cui è difficile uscirne autonomamente, per questo è molto importante rivolgersi ad un professionista che possa aiutare quella specifica persona che sta esprimendo il suo disagio attraverso una serie di sintomi psicologici e fisici, dopo un’attenta valutazione effettuata attraverso il colloquio clinico e l’utilizzo di test standardizzati.

Questo è il primo passo da compiere per iniziare a capire cosa vuoi comunicare attraverso l’espressione di alcuni segnali che arrivano sia dal tuo corpo che dalla tua mente.

Fatto questo, con l’aiuto del tuo terapeuta inizierai un percorso che ti porterà a conoscere meglio la tua persona, sia dal punto di vista emotivo, che cognitivo e comportamentale, con l’obiettivo di modificare le modalità disfunzionali di pensiero che hai adottato sinora.

Dott.ssa Linda Zulianello, Psicologa, Psicologa forense, Psicopedagogista

www.fondazioneferriolibo.it

 

 

COME CALMARE UNA MENTE ANSIOSA

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