I 6 benefici psicologici dell’arte

E’ facile imbattersi in molte forme di arte unite ad interventi psicologici. Pochi click su google e possiamo trovare danza-terapia, teatro-terapia, musico-terapia, gruppi di pittura, scrittura, scultura, decorazione, qualsiasi cosa possa essere identificato come artistico utilizzato come cura e sostegno ai più disparati problemi psicologici.

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Che tipo di relazione corre tra arte e psicologia?

L’arte occupa un posto abbastanza ambiguo nella cultura contemporanea. Da una parte la sua ricchezza è riconosciuta e rispettata e gli artisti sono spesso ammirati dalle persone di qualsiasi estrazione sociale. Dall’altra invece la si vede spesso come qualcosa di superfluo, di aggiuntivo, di non necessario in quanto appartiene all’ambito del lusso.

Molti studiosi hanno cercato di analizzare se l’arte possa avere degli effetti concreti nella realtà psicologica delle persone, ma spesso queste ricerche sono rimaste incomplete, oppure si sono soffermate su aspetti superficiali senza cogliere in modo preciso l’impatto che l’arte può avere per il benessere delle persone.

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Quali sono i benefici che l’arte può dare alle persone?

McCarthy e collaboratori (2004) identificano alcuni benefici definiti intrinseci, ovvero dimensioni dell’esperienza personale che hanno a che fare primariamente con l’esperienza artistica (sia di produzione che di fruizione), che non possono essere raggiunti con mezzi diversi da questa e che spingono le persone a ricercare nuovamente questo contatto.

Questi benefici si differenziano in base alla dimensione cui fanno riferimento e sono:

– Dimensione privata:

1. Fascinazione

Davanti ad un’opera artistica, sia essa una musica, un dipinto, una rappresentazione teatrale o altro, possiamo essere colpiti in un modo che va oltre la dimensione del pensiero per abbracciare tutti i nostri sensi in modo completo e interattivo. Questa esperienza rappresenta una completa interpenetrazione del sé e del mondo esterno.

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2. Piacere

Non è facile mettersi d’accordo su cosa intendiamo per piacere. Un’opera d’arte non deve per forza essere immediatamente piacevole. Può essere anche disturbante e disorientante, colpirci con forza e turbarci anche per molto tempo. In certi casi perfino disperante e coinvolgere emozioni negative come tristezza, pietà, ingiustizia, a volte anche angoscia e repulsione. Ma nonostante queste sensazioni negative c’è qualcosa che ci spinge a ricercare comunque l’esperienza estetica, perché attiva in noi qualcosa che oltre l’emozione negativa, ci fa riflettere e vivere sensazioni forti e complesse.

Basilica_Santa_Croce_Firenze_ponteggi_Arte_in_cantiere« Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. »

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– Dimensione intermedia (ha a che fare con la relazione con gli altri):

3. Empatia

L’arte ci permette di espandere la nostra capacità di entrare in empatia con l’altro. Le esperienze che scaturiscono dalle attività estetiche potrebbero darci nuovi punti di riferimento che ci possono rendere capaci di diventare più ricettivi verso ciò che non è familiare.

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4. Crescita cognitiva

Catturando la nostra attenzione, l’arte ci invita a dare un senso a ciò cui stiamo partecipando. L’arte non può essere vissuta in modo passivo, in quanto necessita di un cambiamento radicale della cornice mentale. Allo spettatore è richiesto di vedere l’opera con gli occhi dell’artista, di operare uno scarto dal proprio punto di vista per comprenderne uno differente. Spazio che pertiene alla sfera privata, ma orientato verso l’altro. Si tratta dello sviluppo di capacità di percepire, sentire ed interpretare il mondo dell’esperienza quotidiana.

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– Dimensione pubblica

5. Creazione di legami sociali

Possiamo essere impegnati insieme ad altri a creare qualcosa di artistico, come in un gruppo di teatro, in un coro o in una danza, oppure possiamo essere semplicemente spettatori accomodati in platea, ma l’arte ci permette di entrare in contatto con gli altri. Condividendo le proprie interpretazioni sull’opera d’arte si esplicita la molteplicità dei punti di vista, si arricchisce il proprio e si conosce meglio l’altro. Il lavoro artistico costituisce un terreno comune su cui è possibile fondare nuove relazioni.

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6. Espressione di significati propri di una comunità

Se nell’antica Grecia l’assistere alle tragedie a teatro consisteva anche nel coinvolgimento in un processo comunitario di partecipazione ai valori, ai miti e agli ideali centrali della società, allo stesso modo oggi per una comunità è importante definire qual è la cifra artistica che definisce al meglio quella collettività. Questo è un movimento attivo di costruzione su ciò che la società è e ciò che la società può essere. All’arte può essere dato il compito di promuovere un discorso su ciò che è condiviso, su ciò che viene dato per scontato e su ciò che rappresenta un’aspirazione, un sogno o un’utopia. L’arte costruisce i simboli su cui la cultura comunitaria definisce i propri significati.

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Per approfondimenti: McCarthy et al. (2004) Gift of the Muse

http://www.rand.org/content/dam/rand/pubs/monographs/2005/RAND_MG218.pdf

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Norberto Costa

Credo che, per essere veramente utile, la psicologia non dovrebbe essere lasciata a prendere polvere negli scantinati dell'accademia.

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