LE RICHIESTE DEI BAMBINI A BABBO NATALE, COME CAMBIANO NELL’ ERA TECNOLOGICA

 

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“Caro Babbo Natale Io non vedo l’ora di vederti arrivare, così potrai portarmi quello che desidero di più, guarda questo” link” dove c’è il regalo che ti chiedo, così non puoi proprio sbagliare!” (Daniel 8 anni).   Un esempio questo di come la cultura del Natale sia cambiata “nell’era tecnologica e Post Moderna” in cui ci troviamo.

Per i bambini cosiddetti “Nativi Digitali” è comune avere la sensazione che tutto si possa ottenere nel minor tempo possibile. Si assiste dunque a un modo diverso di desiderare, di pensare e di fare delle richieste al mondo degli adulti.

Nel passato si usava esprimere i desideri a Babbo Natale scrivendo delle letterine con molta partecipazione emotiva, si creava un’atmosfera di attesa fino a quando si scartavano i regali e i doni, erano visti come “premi per l’essere stati bravi”, ora i bambini possono scegliere di scrivere via web in modo che l’email arrivi” istantaneamente” in Lapponia e fanno richieste anche costose.

Questo ritratto del bambino attuale rispecchia fedelmente la realtà “preconfezionata” in cui è inserito, e il cambiamento sociale, tecnologico, dei modelli educativi e di vita quotidiana.  Il “Nativo Digitale” dispone di molti giocattoli e di tecnologie sofisticate, ma gioca con poche cose e spesso si annoia, si muove prevalentemente in spazi chiusi come casa, scuola, palestra e ha una minore libertà di movimento e di socializzazione vera rispetto ai bambini del passato.

Ci troviamo di fronte a “bambini accelerati, ma allo stesso tempo pigri e abituati alla comodità” con poca capacità di saper aspettare e poca resistenza nel riuscire a tollerare divieti e frustrazioni, spesso accontentati per riscattare quella mancanza di tempo trascorso con mamma e papà.

Tutti questi fattori ci indicano come la nostra cultura si stia muovendo velocemente trascurando l’importanza dell’infanzia e del “tempo buono” trascorso con i propri figli.   Vengono a mancare infatti sul piano psicologico le relazioni con i pari e gli scambi tra genitori e figli, questo è uno dei motivi per cui bambini e ragazzi ricercano la tecnologia sempre più precocemente.

Negli anni ‘70 e ‘80 si desideravano giochi di società, bambole, barbie, soldatini, giochi che ci facevano sentire grandi e ci consentivano di imitare mamma e papà, permettendo il “far finta di” come ad esempio il dolce forno, il piccolo Chimico o anche i giochi per costruire, ora leggendo le letterine la maggior parte dei bambini compresi tra i 5 e i 10 anni cosa chiede a Babbo Natale?  Ovviamente giochi tecnologici, console, smartphone, piccoli robot o pc in miniatura.

Da un punto di vista cognitivo la tecnologia è molto affascinante e stimolante, di essa si possono fare mille usi, e trovarci dentro molte risorse divertenti per passare il tempo libero, non annoiarsi o sentirsi soli.

Se hai un tablet tra le mani hai mille cose da fare, giochi di ogni tipo, possibilità di vedere video, ascoltare musica, fare filmati e foto tanto da non annoiarsi mai.

Si assiste inevitabilmente anche a un cambiamento dei desideri del bambino “Prescolare” che diviene il “bambino Touch” e per imitazione dei genitori, dei fratelli più grandi, inizia presto a trovare piacere nel gioco digitale ricco di stimoli visivi e uditivi molto invitanti, rifiutando di giocare con i giochi più adeguati per la sua età.

Allora Cosa deve fare Babbo Natale in questo scenario?     Per cercare di esaudire al meglio le richieste tecnologiche dei bambini “dovrà faticare frequentando la migliore scuola di tecnologia”, ma potrà anche decidere di abbinare ai giochi tecnologici i cari giochi tradizionali, che stimolano la cooperazione, la creatività e la manualità e danno la possibilità di condividere qualcosa insieme agli adulti.

Babbo Natale è comunque dell’idea che, qualunque sia il gioco scartato a Natale, il tempo trascorso a giocare con i propri figli è per loro il regalo più bello e prezioso di tutti.

* Scritto per Eva Salute numero di Dicembre 2016

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Dott.ssa Marzia Del Monte

Psicologa esperta in Counseling, nuove dipendenze

 patologiche e disturbi specifici dell’apprendimento.

email : marziajose@gmail.com  

Tel.     347 94 53  367

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