Autoironia – ottima strategia difensiva

 

Il più delle volte che ci si ritrova amareggiati, arrabbiati, basterebbe fare un passo indietro e analizzare la situazione da una prospettiva diversa, domandandoci: ne vale la pena? Sicuramente no. La soluzione migliore sarebbe quella di sdrammatizzare, così, anziché soccombere a emozioni negative e stressanti, si può individuare il potenziale comico di ogni situazione.

Perché tale risposta possa verificarsi occorre, come ingrediente fondamentale, una ricca dose di autoironia. Quest’ultima può essere considerata come una grande risorsa che ci aiuta a non dover prendere sempre troppo sul serio noi stessi e a migliorare il rapporto con il prossimo.
L’autoironia, però, non è così semplice da maturare e da attuare, in quanto richiede una certa abilità e una buona dose di autostima per non rischiare di cadere nell’auto-denigrazione.

Meccanismo dell’autoironia

L’autoironia è spesso rivolta all’esterno. In situazioni di confronto con altre persone, infatti, tendiamo a ironizzare su un nostro difetto in modo da prevenire un’eventuale critica. Accade quindi che, prima che gli altri notino un nostro limite e lo usino contro di noi per farci rimanere male, siamo noi stessi a farglielo notare, mostrando che quel limite, in realtà, a noi non ci fa soffrire.
Quest’ottima strategia difensiva non va, però, portata all’eccesso. Le persone esageratamente autoironiche rischiano di cadere nel cinismo o nell’immobilità e di presentarsi agli occhi degli altri come la caricatura di se stessi. Spesso, infatti, l’eccessiva autoironia viene utilizzata come un alibi per non dover essere costretti a cambiare o a migliorarsi. Il potere di sdrammatizzare su qualche difetto personale, non dovrebbe bloccare la nostra voglia e motivazione nel correggerli. La lucidità che si mostra nell’individuarli dovrebbe, invece, darci la forza di far sì che si abbia anche la volontà di operare dei cambiamenti positivi.

Cosa vuol dire essere autoironici?

Fare autoironia vuol dire, dunque, saper ridere di se stessi, ma anche e soprattutto aver coscienza della propria condizione di vita, dei propri limiti e delle proprie fragilità riuscendo a sdrammatizzare con un tipo di comunicazione che richiede umiltà, modestia e coraggio.
L’autoironia è quindi segno di alta intelligenza, un sottile senso dell’umorismo e una visione realistica e olistica di se stessi. Oltre a ciò, questa qualità testimonia anche una conoscenza qualitativa e profonda di se stessi in modo da poter isolare un difetto, criticarlo nella sua forma originale, senza infliggere danni o traumi alla propria psiche, senza lasciarsi umiliare e scusarsi.

Effetti positivi e benefici

L’ottimismo e le risate, quando travolgono momenti problematici, aiutano a rendere la vita più piacevole e ad affrontare qualunque difficoltà più velocemente e facilmente. Anche un senso di autoironia rende la vita più semplice e aiuta a stabilire ottime relazioni. Infatti, la totale rinuncia a ridere di sé testimonia problemi interni che non ci permettono di rilassarci. Viceversa, colui che accetta se stesso e non aspetta prove del suo valore e della sua importanza dall’esterno, chi è internamente libero, è in grado di trovare ciò che è divertente nel contesto a lui circostante e in se stesso. La capacità di ridere, l’umorismo e la capacità di guardare la situazione da diverse angolazioni, sono tutti segni di salute mentale ed equilibrio della personalità.
L’autoironia diventa un efficace strumento di auto-formazione umana e di crescita personale, perché somma diversi fattori psicologici che contribuiscono alla capacità di star bene con se stessi e con gli altri.

Si potrebbe quindi riassumere con l’affermazione: “ridere di se stessi con intelligenza”, poiché aiuta a vivere meglio dando il giusto peso alle cose e alle situazioni. Significa cogliere le contraddizioni e i paradossi nel proprio modo di essere stemperando con leggerezza i nostri inevitabili, piccoli e grandi difetti. Imparare a prendere le giuste distanze da se stessi e dai propri difetti significa rivalutare l’importanza di quanto ci accade, senza lasciarci travolgere più del necessario. L’autoironia, infatti, permette di ridimensionare i difetti o gli insuccessi personali, cogliendone i lati paradossali e stemperando la vergogna o l’imbarazzo che ne possono derivare.
Quando giudichiamo troppo severamente noi stessi stiamo attribuendo un’eccessiva importanza a un singolo comportamento, dimenticando che nessun risultato parziale potrà bastare da solo a definire o mettere in discussione la globalità della nostra persona.

“L’autoironia è il sistema più intelligente per fregare quei momenti che ti vorrebbero col sedere per terra e l’autostima sotto i piedi. Non prenderti mai (troppo) sul serio, sii tu a prendere la vita per i fondelli”.
– Marghy Ferrara

 

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