Attacchi di panico: cosa possono nascondere?

attacchi panico ramonda

I pensieri-impensabili

Subito a me
il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
si perde sulla lingua inerte.
Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue alle orecchie.

Saffo, Simile a un Dio

Sembra un paradosso definire dei pensieri come impensabili. Capità però che sia così. La nostra mente è complessa ed a volte funziona con meccanismi poco logici. Verrebbe da chiedersi: com’è possibile non poter pensare qualcosa, tenerlo dentro di sé ma non poterlo pensare? Eppure succede.

Sono pensieri ed emozioni che se diventassero chiari e coscienti sarebbero troppo difficili da sopportare o da reggere, sarebbero spaventosi. Quindi vengono costantente controllati ed ingabbiati. In modo inconsapevole. La caratteristica di questi pensieri è la loro forza prorompente e rivoluzionaria sulle nostre vite.

Sono pensieri che possono fare paura, che una volta visti e pensati ci cambiano e ci costringono a fare i conti con qualcosa che potrebbe terrorizzarci. Alcuni esempi:

  • non amo più il mio compagno o la mia compagna
  • a volte odio il mio bambino piccolo ed il dovermi occupare di lui
  • non sono sicuro del mio orientamento sessuale
  • i miei genitori sono deboli, fragili, senza risposte
  • non sto facendo della mia vita ciò che vorrei

Chiaramente possono riguardare diversi ambini della vita, ma sono tutti legati dal fatto di riguardare temi importanti: amore, lavoro, i cari, la sessualità…

Perchè non possono essere pensati?

Perchè tendenzialmente fa paura guardarli in faccia, perchè farlo può cambiare le persone che siamo, ci può mostrare parti di noi che non condividiamo o che ci costringeranno ad agire. Sono pensieri quasi sempre legati a forti emozioni.

Quando non vengono pensati rimane l’emozione, la sensazione che qualcosa non vada e più vengono evitati più tendono a presentarsi in altri modi all’interno delle nostre vite.

Attacchi di panico

Spesso la presenza di questi pensieri-impensabili può essere una delle concause degli attacchi di panico o di crisi depressive. Come succede?

Controllare questi pensieri, far si che non escano fuori richiede un grosso sforzo alla nostra mente, deve costantemente impiegare energie per scacciarli, per evitare di vedere tutti quei piccoli indizi, eventi, situazioni che possono rimandare al pensiero esiliato.

Per questo gli attacchi si verificano spesso in situazioni che hanno qualcosa in comune, perchè possono contenere elementi che rimandano al pensiero che inconsciamente scacciamo dalla mente. Succede che più il pensiero si avvicina alla coscienza e più l’ansia aumenta. Automaticamente aumenta il tentativo di controllare il pensiero pericoloso e tutto quello che intorno a noi rimanda a lui; si entra in un circolo vizioso di ansia-controllo-terrore che si autoalimenta sino all’esplosione di tutte le terribili sensazioni che caratterizzano l’attacco di panico . Aumentano i battiti all’infinito, manca il respiro, le gambe cedono, si ha l’impressione d’impazzire e di morire. La tensione accumulata nel tentativo di controllare il pensiero spaventoso si libera e ci travolge.

La cosa paradossale è che comunque siamo stati protetti dal pensiero spaventoso. L’attacco di panico ci ha devastati ma il pensiero da cui ci stiamo difendendo non è arrivato alla coscienza ed in un certo senso siamo salvi. Dopodichè succede che si inizino a evitare tutti quei luoghi e situazioni che ci ricordano l’attacco di panico. Limitando sempre di più la nostra libertà e la nostra vita. E tutto quanto ricomincia.

Come fare?

Bisognerebbe analizzare e comprendere quale o quali pensieri spaventosi stiamo evitando. Capire come sono nati, qual’è la loro origine, perchè sono così spaventosi per noi, che posto hanno all’interno della nostra vita e cosa indirettamente ci chiedono. E’ un lavoro molto difficile da fare in solitudine, proprio perchè sono pensieri che la nostra mente scaccia ed ha scacciato per lungo tempo. Così come non possiamo vedere la nostra nuca senza degli specchi, è molto difficile vederli da soli. Per questo farsi aiutare da un professionista che ci aiuti a vederli, pensarli ed affrontarli è spesso la strada più diretta e meno dolorosa per uscirne.

 

Dott. Gabriele Ramonda

Psicologo a Chieri e Torino

www.psicologiaramonda.it

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