Ansia e attacchi di panico: le dinamiche familiari

 

Ansia e attacchi di panico sono dei sintomi che travolgono.

L’ansia quasi sempre coglie all’improvviso.

Questo è uno dei fattori che la rende un sintomo particolarmente invalidante.

Può essere interessante esplorare cosa sono l’ansia e gli attacchi di panico e cercare di comprendere in quali contesti possono verificarsi questi sintomi.

Se proseguirai nella lettura scoprirai quanto questi sintomi fobici possono essere legati alle relazioni familiari.

Brightest Hour: siamo in diretta con Francesco Boz, autore per Le Iene, fondatore della pagina l'Oltreuomo e Psiche.org.

Pubblicato da TEDxTreviso su Mercoledì 29 aprile 2020

I disturbi fobici: tra paura e coraggio, tra autonomia e dipendenza

Chi soffre di disturbi fobici, spesso ha una storia di vita familiare in cui hanno prevalso relazioni e scambi dominati da paura e coraggio.

In fondo, come recita un antico proverbio zen: “Il coraggio é la paura tenuta un minuto più a lungo”.

[alert-success]Paura e coraggio vanno intesi come i due estremi di un continuum. Come le due polarità emotive importanti perche attorno ad esse si è organizzata la storia familiare.[/alert-success]

[alert-note]Va precisato che non in tutte le famiglie nelle quali prevale la semantica della libertà (dominata e alimentata dalla polarità emotiva paura/coraggio) si svilupperà una forma di psicopatologia.[/alert-note]

Valeria Ugazio in un suo famoso saggio, Storie permesse, storie proibite (2012), descrive le relazioni tra i membri del sistema familiare, quindi le conversazioni dominanti all’interno del sistema, come una composizione a più voci. Come l’insieme delle conversazioni familiari.

In famiglie nelle quali prevale la semantica fobica, frequentemente si trovano espresse in membri diversi del sistema, ma anche in periodi diversi della storia di vita nella stessa persona, una polarità semantica caratterizzata da tratti di autonomia/libertà e una polarità semantica apparentemente opposta dominata da tratti di dipendenza/bisogno di protezione.

È questo il caso di chi soffre di ansia e attacchi di panico.

Questa lettura per descrivere l’insorgenza dei sintomi fobici si sviluppa nel contesto del pensiero sistemico.

Ogni individuo non può essere compreso isolato dal proprio sistema di appartenenza.

Proprio perchè è all’interno del sistema che si vengono a formare specifici significati, definizioni e conversazioni dominanti.

Ansia e attacchi di panico: la semantica della libertà

Così –  e diverse ricerche lo dimostrano – se la semantica della libertà tende ad avere una corrispondenza con i disturbi fobici, altre relazioni sono individuate dalla stessa autrice:

  • semantica del potere – disturbi del comportamento alimentare
  • semantica della bontà – disturbi ossessivi
  • semantica dell’appartenenza – disturbi dell’umore.

È come se non fosse possibile definirsi in un modo o nell’altro!

Proprio perchè l’organizzazione del sistema è strutturata in base a una specifica semantica, che nel caso dei disturbi fobici, è semantica della libertà.

Capita così, che nella stessa famiglia vi possa essere un nonno pilota ricordato per successi e coraggio e un nipote bloccato in casa da una invalidante fobia specifica o da prorompenti crisi di panico.

[alert-success]L’organizzazione della famiglia attorno a significati e polarità antagoniste rende, invisibilmente interdipendenti le individualità, i singoli membri della famiglia.[/alert-success]

La persona che mostra i sintomi fobici secondo questa lettura è rimasta intrappolata da messaggi contraddittori. È proprio l’incertezza su quale polarità semantica (o emotiva) sposare a consistere in un paradosso. In un doppio legame. In una prigione di significati. Per cui ogni azione è sbagliata.

Così nel caso del paziente con disturbi fobici si potrà verificare una sorta di condizione difficile, inadeguata, scomoda. Nella quale dominerà l’impossibilità

  • di scelta
  • di conciliazione
  • di integrazione

tra attaccamento/bisogno di protezione con un livello di autostima/autonomia accettabile.

È più conveniente sentirsi protetto al prezzo di una dolorosa e drammatica dipendenza…

o libero, ma in balia di un mondo pericoloso e spaventoso?

Come la particolare posizione che in modo interdipendente – cioè relazionale – si assume può portare alla manifestazione dei sintomi, così assumere una nuova posizione dentro il sistema può emancipare ed essere una mossa vincente per mettere in scacco le proprie fobie.

La paura potrà parlare così al coraggio.

Il desiderio di esplorazione si concilierà con la possibilità di sentirsi protetti, ma non per questo avviliti.

L’indipendenza si concilierà con l’amore.


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Gaia Berio
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