ADOLESCENTI: LEGGERE ATTENTAMENTE IL FOGLIO ILLUSTRATIVO!

Adolescenza. Adolescenti.

“Forse l’adolescenza è la tappa più breve della nostra vita, ma è la più emozionante di tutte!”- Charlotte Vega nel film “Il club degli incompresi” (2014).

Eh già, l’adolescenza! Emozioni intense, improvvise e per questo uniche! Anni d’impeti, di prime esperienze e di ribellioni, tra ormoni in tumulto e un corpo in trasformazione…ok, ma il cervello che ruolo gioca in tutto ciò?

Un paio di settimane fa, in un altro articolo, avevamo parlato del novelty seeking e del perché gli adolescenti abbiano questa naturale tendenza a ricercare emozioni forti. Avevamo visto come le aree responsabili della curiosità e della ricerca del piacere (il “motore”) siano particolarmente attive durante l’adolescenza e di come, invece, l’area responsabile del controllo e dell’inibizione sia meno sviluppata (il “freno”).

Ecco, ora è proprio il “freno” che ci interessa: ti sei mai chiesto come mai, senza apparente motivo, un ragazzo a una certa età inizia a diventare intrattabile?

Ti sei mai chiesto perché, all’improvviso, pare che gli abbiano quasi “avvitato” la testa di qualcun altro?

La sindrome premestruale potrebbe sì spiegare il problema, ma giusto se l’adolescenza colpisse solo le ragazze. In realtà c’è dell’altro e questo “altro” si chiama corteccia prefrontale. Che colpisce tutti, maschi e femmine. In testa. 😱

Ma andiamo con ordine.

Un tempo l’adolescenza era considerata un fenomeno puramente sociale, una fase di transizione dall’infanzia all’età adulta che portava con sé le paure, le difficoltà e i rifiuti del dover imparare a gestire i nuovi ruoli della vita adulta. Fin qui tutto giusto, ma possiamo fare di meglio: negli ultimi decenni, infatti, le neuroscienze hanno fatto una scoperta sorprendente che ha letteralmente rivoluzionato il modo di guardare all’adolescenza.

ADOLESCENZA: CHE COS’HANNO SCOPERTO I NEUROSCIENZIATI?

Hanno scoperto che l’adolescenza è una vera e propria dinamica cerebrale!

Potremmo addirittura affermare che, da un punto di vista neuroanatomico, i terremoti adolescenziali non sono altro che la corteccia prefrontale che giunge a maturazione…solo che, per farlo, deve andare in tilt! 😮

Essa, infatti, in adolescenza non solo non è matura (quindi le funzioni esecutive non sono ancora pienamente sviluppate e il sistema mesolimbico agisce indisturbato), ma proprio con l’esordio dell’adolescenza inizia ad andare incontro a un profondo riassetto (Bear et al., 2002).

Quest’ultimo, è una vera e propria conditio sine qua non per raggiungere l’obiettivo finale: un cervello adulto!

CHE TIPO DI RIASSETTO?

In adolescenza, le reti e i circuiti neurali che si sono formati durante l’infanzia devono essere integrati in circuiti più complessi, poiché il cervello del bambino deve evolversi e riorganizzarsi in una struttura cerebrale adulta.

Per fare questo, sono necessarie delle temporanee disconnessioni e riconnessioni, che impiegano diversi anni.

ADOLESCENZA: LA CORTECCIA PREFRONTALE

Potremmo dire che, nel momento in cui la corteccia prefrontale inizia a mettere su il cantiere, è lì che viene inaugurata l’adolescenza (e che questa si concluderà solo a lavori finiti)!

La corteccia prefrontale è considerata la sede delle funzioni più complesse che abbiamo: le funzioni esecutive, che sono sia “fredde” (come ad esempio la flessibilità cognitiva, la pianificazione, l’anticipazione delle conseguenze e tante altre ancora) che “calde”, come l’inibizione comportamentale, il controllo degli impulsi, la valutazione del rischio e la gestione delle emozioni. Sono definite “calde” poiché più a contatto con l’affettività, non a caso un loro deficit può comportare alterazioni quali disinibizione, impulsività, comportamento eccessivamente sessualizzato, condotte inappropriate al contesto, irritabilità e disregolazione affettiva (ti ricorda niente?) (Gazzaniga et al., 2015).

Essa, inoltre, è quella parte del cervello in grado di controllare e inibire tutti quegli impulsi che provengono dal sistema mesolimbico (cioè il “motore”, la curiosità e la spinta verso le emozioni forti), che durante l’adolescenza è attivato ai massimi livelli (per saperne di più, clicca qui) (Gazzaniga et al., 2015).

Queste funzioni (che in realtà sono molto più numerose e complesse rispetto a quanto ci siamo detti!) possono dirsi del tutto sviluppate solo quando è completamente sviluppata la corteccia che le sottende, e questo, solitamente, non avviene prima dei diciotto anni (Bear et al., 2002).

Con la corteccia prefrontale in work in progress, quale altra struttura presiederà al controllo inibitorio, alla valutazione del rischio, all’anticipazione delle conseguenze e a tutte quelle funzioni in cui l’adolescente, di norma, ancora non eccelle? Quale altra struttura metterà un freno al sistema mesolimbico, che ora come non mai spinge a provare esperienze nuove? Dentro quel cervello, nessuna. 😊

E ALLORA?

Il risultato sarà, appunto, un’evidente disregolazione emotiva, motivazionale e comportamentale, da cui ne deriveranno l’impulsività, i comportamenti a rischio, l’imprevedibilità, gli sbalzi d’umore, le condotte promiscue e tutti quei cambiamenti che lasciano spesso sbigottiti genitori e professori.

“Non ti rendi conto di quello che poteva succedere?”

“Ti sembra normale quello che hai fatto?”

“Non capisci che poi te ne pentirai?”

Queste sono solo alcune delle domande che sorgono spontanee di fronte a certe condotte. Di solito, le risposte date dagli adolescenti sono, nell’ordine: “No” ,”Si”, “No”.

CONCLUSIONI

In conclusione, possiamo dire che gli sbalzi d’umore e le disregolazioni comportamentali tipiche degli adolescenti sono, almeno in parte, frutto di un naturale processo di riassetto cerebrale, il quale è inevitabile per raggiungere la piena maturazione del cervello e della personalità.

Come se ciò non bastasse, con la corteccia prefrontale immatura e impegnata nei lavori di ristrutturazione, il cervello si ritrova di conseguenza sotto la “dittatura” del sistema mesolimbico, che mai come ora spinge verso nuove emozioni!

In questo contesto, la presenza di un adulto in gamba che possa fungere da “corteccia prefrontale esterna” e capace, soprattutto, di trovare la giusta via d’accesso per “agganciare il suo cuore” e farsi ascoltare senza essere respinto, è un aspetto indubbiamente complesso quanto, al tempo stesso, affascinante e fondamentale.

Dr.ssa Gloria Rossi

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BIBLIOGRAFIA

Bear M.F., Connors B.W., M.A. Paradiso (2002), Neuroscienze: esplorando il cervello, trad. it. 4°ed. a cura di A. Angrilli, C. Casco, A. Maravita, M. Olivieri, E. Paulesu, L. Petrosini, B. Sacchetti, Milano, Masson (Ed. or. 1996).

Gazzaniga M.S., Ivry R.B., Mangun G.R. (2015), Neuroscienze cognitive, 2° trad. it. 4° ed. a cura di A. Zani, A. Mado Proverbio, Bologna, Zanichelli (Ed. or. 2002).