ADOLESCENTI: LEGGERE ATTENTAMENTE IL FOGLIO ILLUSTRATIVO!

Ewan Rachel Wood e Nikki Reed nel film “Thirteen”, di Catherine Hardwicke (2003).

 

“Forse l’adolescenza è la tappa più breve della nostra vita, ma è la più emozionante di tutte!”- Charlotte Vega nel film “Il club degli incompresi” (2014).

Eh già, l’adolescenza! Emozioni intense, improvvise e per questo uniche! Anni d’impeti, di prime esperienze e di ribellioni, tra ormoni in tumulto e un corpo in trasformazione…ok, ma il cervello che ruolo gioca in tutto ciò?

Un paio di settimane fa, in un altro articolo, avevamo parlato del novelty seeking e del perché gli adolescenti abbiano questa naturale tendenza a ricercare emozioni forti. Avevamo visto come le aree responsabili della curiosità e della ricerca del piacere (il “motore”) siano particolarmente attive durante l’adolescenza e di come, invece, l’area responsabile del controllo e dell’inibizione sia meno sviluppata (il “freno”). Ecco, ora è proprio il “freno” che ci interessa: ti sei mai chiesto come mai, senza apparente motivo, un ragazzo a una certa età inizia a diventare intrattabile? Ti sei mai chiesto perché, all’improvviso, pare che gli abbiano avvitato la testa di qualcun altro?

La sindrome premestruale potrebbe sì spiegare il problema, ma giusto se l’adolescenza colpisse solo le ragazze. In realtà c’è dell’altro e questo “altro” si chiama corteccia prefrontale. Che colpisce tutti, maschi e femmine. In testa. 😱

Ma andiamo con ordine.

Un tempo l’adolescenza era considerata un fenomeno puramente sociale, una fase di transizione dall’infanzia all’età adulta che portava con sé le paure, le difficoltà e i rifiuti del dover imparare a gestire i nuovi ruoli della vita adulta. Fin qui tutto giusto, ma possiamo fare di meglio: negli ultimi decenni, infatti, le neuroscienze hanno fatto una scoperta sorprendente che ha rivoluzionato il modo di guardare all’adolescenza.

DI CHE SCOPERTA SI TRATTA?

Ci arriviamo subito, giusto il tempo di una leggera infarinatura sulla corteccia prefrontale per capire un po’ cosa fa e perché è tanto importante. Essa è la parte anteriore del nostro cervello, situata nel lobo frontale. È considerata la sede delle funzioni più complesse che abbiamo: le funzioni esecutive, che sono sia “fredde” (come ad esempio la flessibilità cognitiva, la pianificazione, l’anticipazione delle conseguenze e tante altre ancora) che “calde”, come l’inibizione comportamentale, il controllo degli impulsi, la valutazione del rischio e la gestione delle emozioni. Sono definite “calde” poiché più a contatto con l’affettività, non a caso un loro deficit può comportare alterazioni quali disinibizione, impulsività, comportamento sessualizzato, condotte inappropriate al contesto, irritabilità e disregolazione affettiva (ti ricorda niente?).

La corteccia prefrontale, inoltre, è quella parte del cervello in grado di controllare ed inibire gli impulsi che provengono dal sistema mesolimbico (il “motore”, la curiosità, la ricerca di emozioni forti), che durante l’adolescenza è attivato ai massimi livelli (vedi http://psiche.org/articoli/novelty-seeking-perche-gli-adolescenti-ricercano-sempre-esperienze-nuove/).

Queste funzioni (che sono molto più numerose e complesse rispetto alla descrizione fatta sopra) possono dirsi del tutto sviluppate solo quando è completamente sviluppata la corteccia che le dirige, cioè solitamente non prima dei diciotto anni.

“Non ti rendi conto di quello che poteva succedere?” “Ti sembra normale quello che hai fatto?” “Non capisci che poi te ne pentirai?” sono solo alcune delle domande che sorgono spontanee di fronte a certe condotte. Nella normalità dei casi, le risposte sono, nell’ordine: “No”, ”Si”, “No”. Altrettanto nota la simpatica la variante: “Perché?”.

INSOMMA, COS’HANNO SCOPERTO I NEUROSCIENZIATI?

A questo punto avrai già capito buona parte del discorso: hanno scoperto che l’adolescenza è una vera e propria dinamica cerebrale! Potremmo addirittura affermare che, da un punto di vista neuroanatomico, i terremoti adolescenziali non sono altro che la corteccia prefrontale che giunge a maturazione…solo che, per farlo, deve andare in tilt! 😮

Essa, infatti, in questa fase non solo non è matura (quindi le funzioni esecutive non sono ancora pienamente sviluppate e il sistema mesolimbico è a ruota libera), ma proprio con l’esordio dell’adolescenza inizia ad andare incontro a un profondo riassetto che è conditio sine qua non per raggiungere l’obiettivo: un cervello adulto.

QUALE RIASSETTO?

In adolescenza le reti e i circuiti neurali che si sono formati durante l’infanzia devono essere integrati in circuiti più complessi, poiché il cervello del bambino deve evolversi e riorganizzarsi in una struttura cerebrale adulta. Per fare questo sono necessarie delle temporanee disconnessioni e riconnessioni, che impiegano diversi anni. Potremmo dire che, nel momento in cui la corteccia prefrontale inizia a mettere su il cantiere, è lì che viene inaugurata l’adolescenza e che questa si concluderà solo a lavori finiti. Terminato questo periodo critico, la corteccia prefrontale avrà raggiunto la sua maturità e la personalità del ragazzo si sarà finalmente strutturata. Per questo motivo non si possono fare diagnosi di disturbo di personalità prima dei diciotto anni, tanto per fare un esempio. Per farne un altro, non è un caso che si diventa maggiorenni proprio a quell’età.

Con la corteccia prefrontale in work in progress, quale altra struttura presiederà al controllo inibitorio, alla valutazione del rischio, all’anticipazione delle conseguenze e a tutte quelle funzioni in cui l’adolescente, di norma, ancora non eccelle? Quale altra struttura metterà un freno al sistema mesolimbico, che ora come non mai spinge a provare esperienze nuove? Dentro quel cervello, nessuna. 😊

Il risultato sarà appunto un’evidente disregolazione emotiva, motivazionale e comportamentale, da cui deriveranno l’impulsività, i comportamenti a rischio, l’imprevedibilità, gli sbalzi d’umore, le condotte promiscue e tutti quei cambiamenti che lasciano spesso sbigottiti genitori e professori.

Per fortuna questa situazione è solo temporanea e termina, come dicevamo, intorno ai diciotto anni quando, mese più mese meno (in alcuni casi si arriva anche a diciannove), la corteccia prefrontale completa il suo sviluppo e tutto si ristabilizza (almeno dal punto di vista cerebrale!). A questo punto, per non peccare di riduzionismo, sottolineiamo anche come questa fase sia pur sempre collegata alle caratteristiche uniche del ragazzo, genetiche e ambientali, per cui le inclinazioni verso particolari condotte e i rispettivi esiti saranno diversi secondo i casi. Insomma l’adolescenza è un fenomeno complesso, fatto di componenti biologiche, sociali, psicologiche e neuroanatomiche che s’influenzano tra loro in un’interdipendenza continua…come, del resto, ogni altro aspetto dell’essere umano!

QUINDI?

Quindi, tornando a una prospettiva più neuropsicologica, possiamo dire che gli sbalzi d’umore e le disregolazioni comportamentali tipiche degli adolescenti sono il frutto di un naturale processo di riassetto cerebrale, il quale è inevitabile per raggiungere la piena maturazione del cervello e della personalità. Come se ciò non bastasse, con la corteccia prefrontale immatura e impegnata nei lavori di ristrutturazione, il cervello si ritrova di conseguenza sotto la dittatura del sistema mesolimbico, che mai come ora spinge verso nuove emozioni.

In questo contesto, la presenza di un adulto in gamba che possa fungere da “corteccia prefrontale esterna” e capace, soprattutto, di trovare la giusta via d’accesso per “agganciare il suo cuore” e farsi ascoltare senza essere respinto, è un aspetto indubbiamente complesso quanto, al tempo stesso, affascinante e fondamentale.

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Gloria Rossi

Dottoressa in Psicologia clinica, Criminologia e Scienze politiche.
Specializzata in Psicologia giuridica e Scienze forensi.
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