10 ladri di energia secondo il buddismo

L’energia che abbiamo a disposizione per affrontare le nostre giornate non è infinita. Oscilla attorno a una linea di mezzo, in certi momenti ne abbiamo fin troppa, e allora ci sentiamo irritabili e stressati, in altri non ne abbiamo più, e vorremmo solo buttarci sul divano e spegnere il cervello.

Più siamo vicini all’ipotetico valore mediano di queste oscillazioni e migliore è la nostra performance.

Tutte le culture utilizzano la matafora dell’energia per descrivere il complesso equilibrio biochimico che regola la nostra vita. Anche se si tratta di una metafora narrativa molto semplice rispetto alla lente di ingrandimento della scienza, trovo sia utile per migliorare l’autoconsapevolezza. Possiamo migliorare la nostra vita semplicemente riconoscendo quali circostanze ci fanno male.

10 ladri di energia secondo il buddismo

#1 Difendi te stesso senza calpestare gli altri

Non dire no nel momento giusto significa permettere che un altra persona allarghi il confine delle sue libertà su quello delle nostre. Rimettere le cose a posto poi può diventare molto complicato perché chi conquista terreno, difficilmente poi è disposto a cederlo senza lottare.

Un no secco detto all’inizio della conoscenza reciproca è necessario per evitare guerra o sottomissione nel futuro.

 

#2 Fuggi da chi si lamenta

La realtà non ha delle caratteristiche assolute, è piuttosto come la descriviamo. Passare molto tempo con qualcuno che si lamenta molto, che pone l’accento sugli aspetti più tragici della vita, dedito all’inazione perché ormai il suo pensiero nichilista ha assorbito tutte le sue energie, è una cosa sconsigliata.

Nota bene però, se qualcuno ti chiede un consiglio per uscire da una situazione terribile è un altro discorso. Lui non si sta lamentando, vuole il tuo aiuto per migliorare. La differenza è questa: cercare un orecchio per condividere il proprio malessere o cercare una testa per ragionare insieme sul proprio benessere. Nel primo caso scappa, nel secondo no.

 

#3 Chi è inaffidabile fa male

Tutti hanno il diritto di cambiare idea. Comunicarlo a un’altra persona è molto difficile e coraggioso. Dire al partner che non lo ami più dopo molto anni, o dire al capo che lasci il lavoro, o ai genitori che cambi città. Insomma, complimenti a chi riesce a essere onesto e assertivo nel comunicare agli altri i suoi cambi di direzione.

Però se uqesto diventa abitudine allora meglio ritirare i complimenti e guardare con diffidenza quella persona. Ti lascio, ti rivoglio, no meglio lasciarci, lasciandoti mi sono accorto che non vivo senza di te, devo stare un po’ da solo… e così via fino a quando non avete sprecato tutta la vita dietro a una persona inaffidabile.

 

#4 Gli impegni che non vuoi portare a termine ti logorano

Non delegare a qualcun altro gli impegni che detesti è molto stupido. È ovvio che certe cose devi farle tu e non puoi scappare, ma spesso le persone si fanno carico anche di quelle cose che potrebbero delegare.

La mania del controllo tirannizza la mente e non ti permette di uscire dall’ingranaggio del fare.

 

#5 Chi non distingue riposo e lavoro non fa né l’uno né l’altro

Nel bel mezzo di un lavoro, prendere il telefono e interrompersi per guardare i social è follia deleteria. Guardare un film e interrompersi a metà per rispondere a una mail di lavoro è di nuovo follia deleteria. Esiste un tempo per lavorare e uno per riposare, questi due momenti devono essere ben suddivisi tra loro.

Chi confonde le due cose finisce per costruirsi una vita dove tutto consuma le energie, anche il riposo.

 

#6 Il disordine

Ci vuole il caos per generare una stella danzante. Quello che Nietzsche non dice è che il caos costa molte energie. Quindi a meno che non abbiate in programma di partorire una stella danzante forse è meglio se date un minimo di direzione alla vostra vita, facendo ordine dove serve in modo da potervi godere la tranquillità.

Quando la mente è accesa, rilassata e organizzata, può fare quello che vuole.

 

#7 Trattare male il proprio corpo

Il dualismo cartesiamo mente-corpo è ormai superato. Non esiste una divisione così profonda tra pensiero e biologia. È ampiamente dimostrato che il nostro stato di salute influenza i nostri pensieri e che i nostri pensieri influenzano il nostro stato di salute.

Una cosa molto stupida da fare quindi è trattare male il nostro corpo. Una cosa molto intelligente invece è curarlo e fare in modo che sia pronto ad affrontare le sfide della vita, supportando così anche il pensiero.

 

#8 Le situazioni complicate

Tempo fa avevo scritto su facebook questa frase:

Ciò che non ti uccide ti rende più cinico, nichilista e contribuisce a sviluppare nella personalità dei meccanismi di difesa disfunzionali deleteri per te e per chi ti sta intorno

Posted by Francesco Boz on Friday, 8 June 2018

Ecco, questa è una battuta ma un po’ di verità se la porta dietro. Le brutture della vita ci imbruttiscono. Però se riusciamo a lottare contro le cose che non vanno e fare tesoro delle nostre vittorie, allora diventiamo persone migliori. Ogni volta che risolvi un problema con fatica impari a risolvere un problema facilmente.

 

#9 Il rifiuto

Se una cosa non la puoi cambiare inutile distruggerti l’anima cercando di farlo. Bisogna accettare che nella vita ci sono delle cose che non vanno e non andranno mai come vorremmo. Prima lo accettiamo e prima possiamo concentrarci su quello che invece possiamo affrontare.

 

#10 Il rancore

Non perdonare è come lasciare le finestre aperte in inverno. Ogni occasione di rancore è una finestra aperta in più. Ogni occasione di perdono è una finestra che chiudi.

Nel giro d’aria la testa si confonde e rischiamo di ammalarci. Molto meglio buttare via o salvare, insomma scegliere di perdonare o allontanarci da chi ci ha fatto il torto.

 

 

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Francesco Boz

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